Episodio 14 · 25 agosto 2026 · 55min

Eataly: Le 7 Mosse Di Oscar Farinetti Per Vendere L'Italia Al Mondo

Oscar Farinetti aveva 52 anni quando ha aperto il primo Eataly, il 27 gennaio 2007 al Lingotto di Torino, dopo aver venduto la più grande catena di elettrodomestici d’Italia. “Never quiet. La mia storia (autorizzata malvolentieri)” è la sua autobiografia.

Alle conferenze Oscar fa sempre lo stesso discorso: l’Italia ha quasi 900 prodotti a denominazione, più di qualunque altro paese al mondo, eppure nelle classifiche delle esportazioni agroalimentari non è in vetta. Il motivo, secondo lui, è che l’Italia non è brava nella narrazione e le mancano potenti aziende di distribuzione e di ristorazione che vadano nel mondo a promuoverla. Eataly nasce da questo problema.

Nel libro, Oscar descrive sette mosse precise che seguirà per dare vita al progetto e, in questo episodio, le ripercorriamo una per una. Ne uscirà poi un’ottava, secondo noi la più interessante di tutte.

Undici anni dopo l’inizio, otto dal primo negozio americano, Eataly ha venduto oltre 300 milioni di dollari di specialità italiane al popolo americano. I successi più grandi arrivano da Torino, da Bologna e da New York. Ma insieme ai successi arrivano anche i primi insuccessi.

Dopo Torino, Oscar si convince che quel formato possa funzionare ovunque nel mondo e apre un locale in Giappone. Sarà, dice lui stesso, il più grande errore della storia di Eataly.

Il secondo insuccesso arriva da Bari. Oscar si sente in debito con il Sud: il miracolo economico del dopoguerra, scrive, è stato compiuto al Nord, ma dai meridionali che si erano trasferiti, e senza di loro non ci sarebbe stato alcun miracolo. Così apre a Bari. I primi mesi vanno alla grande, poi i clienti diminuiscono: il negozio è lontano dall’abitato, i prezzi sono gli stessi del Nord e lì sembrano fuori di testa, e c’è un fattore che Oscar non aveva calcolato, il nero, che gli rende impossibile competere. Il risultato? Sette anni di perdite, senza mai smettere di cercare un rimedio.

Nel 2020 Oscar apre un altro grande progetto, proprio accanto all’Eataly del Lingotto: Green Pea, il primo grande magazzino al mondo dedicato ai prodotti sostenibili. Se Eataly doveva salvare l’eccellenza alimentare italiana, Green Pea puntava più in alto: convincere le persone a cambiare le proprie abitudini di consumo, spostando il rispetto per l’ambiente dal dovere al piacere. Dopo un avvio promettente, anche Green Pea chiude i battenti.

Se dovessimo sintetizzare il principio più importante che ci portiamo dietro da questo episodio, sarebbero le ultime frasi che Oscar scrive, citando Albert Einstein: «Meglio essere ottimisti e avere torto che pessimisti e avere ragione».

Trascrizione 55min Fonti 9 fonti citate · approfondimenti

Dieci riflessioni principali dall'episodio

1

"“Se vai forte in salita, poi la discesa sarà una passeggiata”: ebbene, è una cretinata. Si comincia sempre da dove sei più bravo."

2

"La caratteristica principale di chi vuole intraprendere dev'essere quella di aver naso: sentire cosa c'è dietro l'angolo, cogliere le tendenze, prevedere i desideri naturali dei popoli negli anni a venire."

3

"È meglio essere ottimisti e avere torto, piuttosto che pessimisti e avere ragione. Vi prego, continuiamo così."

4

"Copiare, non imitare. Copiare, per me, significa scoprire in un'altra persona o in un altro luogo un'idea di talento che puoi trasferire con successo nel tuo progetto: copiarne l'essenza, adattandola al tuo concetto."

5

"Del passato occorre ricordare rimorsi e rimpianti, che sono errori: gli uni per le cose sbagliate di cui ti sei pentito, gli altri per le cose giuste che hai sbagliato a non fare. Inutile invece ricordare e vantarsi dei successi: tempo perso, celebrarli. Il futuro è composto dalla paura, che è fonte del coraggio, e dalla speranza, che origina entusiasmo."

6

"L'egoismo è un sentimento animalesco insito nell'uomo: quando gli dai un'argomentazione illusoriamente logica, divampa. A volte pare che gli umani non vedano l'ora di trovare giustificazioni per gli impulsi bruti che dimorano latenti in loro."

7

"Sono le persone che, nella vita, hanno la capacità di inventare azioni che fanno del bene a sé, ma anche agli altri: i migliori."

8

"Un fatto, per quanto importante, se non è raccontato non esiste. Non esiste un tubo se non sai raccontarlo: dobbiamo imparare a farlo di più e meglio."

9

"Che sia scrittura di libri o per i giornali, per il cinema o per il web, non c'è niente di più grande della capacità di far sentire agli altri ciò che provi. Più sei bravo e più il tuo pubblico ti seguirà."

10

"Eccolo il rischio principale degli imprenditori sognatori: quando si ficcano in testa un traguardo poetico, perdono di vista la realtà. La potenza del sogno offusca la capacità di analisi."