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Trascrizione · Eataly: Le 7 Mosse Di Oscar Farinetti Per Vendere L'Italia Al Mondo · di Oscar Farinetti

Copertina di Never quiet. La mia storia (autorizzata malvolentieri)

Eataly: Le 7 Mosse Di Oscar Farinetti Per Vendere L'Italia Al Mondo

di Oscar Farinetti

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01 Intro

Francesco

Marco, lo sapevi che l'Italia è prima in Europa per cibi a marchio DOP e IGP, quindi quei bollini che certificano l'eccellenza alimentare legata al territorio? Ne abbiamo quasi 900, più di Francia e più della Spagna.

Marco

Sapevo che ne abbiamo più di 900, però so che l'Italia vanta la più vasta biodiversità agroalimentare al mondo.

Francesco

Esatto, quindi con tutta questa ricchezza l'Italia dovrebbe essere in vetta alle classifiche delle esportazioni alimentari, no? E invece no, perché in cima ci sono gli Stati Uniti e poi c'è l'Olanda, un paese grande un terzo dell'Italia.1

Marco

Sì, ma gli Stati Uniti numero uno, che di cibo ne esporta quasi il doppio di noi, e l'Italia arranca al nono posto.

Francesco

Perché secondo te?

Marco

Bella domanda. Perché in realtà non è brava a raccontarsi, e all'Italia mancano grandi aziende di distribuzione e ristorazione che vadano nel mondo a promuoverla. E lì si apre uno spazio enorme: creare un'azienda che unisca vendita, ristorazione e didattica, e che sappia narrare.

E questo spazio è enorme. Questa opportunità, qualcuno ha provato a colmarlo? Per portare la nostra eccellenza, quella del cibo, in tutto il mondo. Ed è partito dal punto più lontano possibile dal cibo, ovvero le lavatrici.

Francesco

Esatto, dagli elettrodomestici. Lui si chiama Oscar Farinetti, e nell'episodio precedente abbiamo raccontato come, partendo dal negozio del papà, ha costruito la più grande catena di elettrodomestici d'Italia, cioè Unieuro, per poi venderla agli inglesi di Dixons per centinaia di milioni. E come? Dopo 50 anni, invece di ritirarsi, parte da zero con un nuovo progetto, Eat Italy, che oggi tutti conosciamo come Eataly.

Marco

E questo è l'episodio 2, quello precedente lo potete andare ad ascoltare. E Oscar, per lanciare questo progetto, si mette all'opera con sette mosse precise, sette mosse che oggi andremo a studiare una per una. Quindi, come ho detto, questo è il secondo episodio dedicato a Oscar Farinetti, alla creazione di Eataly e al suo libro Never Quiet, che è questo qua, che è un bel mattoncino.

Francesco

Come sempre, quello che facciamo è raccogliere i piccoli tasselli lasciati per strada da persone che secondo noi hanno fatto un gran bel lavoro nella loro vita, e cerchiamo di condividere con voi idee e principi che ci auguriamo possano essere utili nel vostro lavoro e nella vostra vita. E quindi, benvenuti in Buona Compagnia.

02 Il Primato Italiano che Stiamo Sprecando

Francesco

Quindi io partirei appunto dalle mosse di cui abbiamo parlato nell'intro. Lui è famoso perché ha questa, quando fa qualche intervista o qualche evento, c'è questa lavagnetta dove disegna l'Italia e inizia a raccontare questo primato italiano sprecato.

Quindi la trama, diciamo, della sua idea. Lui scrive: "La trama non fu proprio difficile da scrivere". E la trama è la seguente: "Esiste un paese, l'Italia, che gode della più vasta biodiversità agroalimentare del mondo, con la massima qualità in molte categorie. Un primato trasferito nella cucina italiana, che offre il maggior numero di piatti al mondo, con scelta praticamente illimitata di regione in regione. Una gastronomia che piace a tutti ed è sana. Replicabile, perché è nata domestica e figlia dell'agricoltura più naturale tra i paesi più ricchi. Eppure, incredibilmente, l'Italia non è in vetta alle classifiche di esportazione dell'agroalimentare, perché non è brava nella narrazione e le mancano potenti aziende di distribuzione e ristorazione che vadano nel mondo a promuoverla. Dunque esiste un enorme spazio per crearne una".

Quindi questa è la sua idea, è la sua trama iniziale per la creazione di Eataly. E quindi lui si fissa sette mosse per lanciare questa nuova idea.

03 Come Farinetti Pianificò Eataly in Sette Mosse

Marco

La prima mossa è trovare un ufficio molto semplice, trovare un ufficio ad Alba. La seconda mossa è creare la squadra, quindi gente esperta, per bene, ma soprattutto il migliore specialista per ogni categoria del cibo: quindi acqua, olio, parmigiano, pasta, vino, birra. La terza mossa è cercare i fornitori girando tutta l'Italia, i più bravi, a creare qualità assoluta nel rispetto dell'ambiente.

Francesco

Numero quattro, farsi conoscere nell'attesa del posto giusto. Quindi magari cominciando a vendere online, magari con un sito web, e poi pian piano trasformarsi.

04 Quando Eataly Vendeva Online Prima di Amazon

Marco

La cosa interessante è che quando Eataly apre il sito web, Amazon non esiste ancora in Italia.

Francesco

Quindi è uno dei primi siti a vendere online. Sì, la gente poteva proprio comprare dal sito web e ricevere la merce a casa.2

Marco

La quinta mossa è trovare il posto giusto, bello e grande, e aprire il primo Eataly a Torino. Oscar doveva assolutamente partire da Torino. Che interessante, perché non partire da Roma o Milano, partire da Torino. Questa è una cosa che andremo a vedere. La sesta mossa è realizzare il più bel luogo al mondo in fatto di cibo: un unico posto dove gli alimentari di alta qualità si potessero comprare, mangiare e studiare, senza discontinuità e senza spendere una follia.

Francesco

Numero sette, che non è l'ultima per importanza, perché la più importante, come abbiamo visto anche nell'episodio di Unieuro, è il marketing, quindi la comunicazione. Trovare qualcosa di martellante e globale che rompa la testa delle persone finché non vadano a visitare questo benedetto Eataly.

05 "Ma Perché Non Fate una Crasi?": Come Nasce il Nome Eataly

Francesco

Quindi questo è il suo piano. Però, come nasce il progetto Eataly? È ancora più interessante come nasce il nome di Eataly, perché in realtà la sua idea era quella di chiamarlo Eat Italy, quindi due parole diverse, "mangia l'Italia" sarebbe tradotto.

Quindi Oscar si ritrova con un suo fedele collaboratore, di nome Giovanni, iniziano a discutere di questo nome, e mentre discutono passa Barbara, che sarebbe la segretaria di Giovanni, li guarda e gli dice: "Ma perché non fate una crasi?". Cioè, al posto di avere due parole, unirle. Quindi dice: "Io lo chiamerei Eataly". E quindi Oscar dice che non finirà mai di ringraziarla per questa grandissima idea.

Marco

E scrive: "I due si guardarono imbambolati. Come era potuto accadere che una genialata simile non fosse venuta in mente a loro?".

06 Perché Eataly Doveva Nascere in Tangenziale

Francesco

Lui inizialmente immaginava Eataly come Unieuro, quindi il fatto di costruirlo in tangenziale, praticamente. C'è Unieuro anche un po' come Ikea, è all'uscita della città, c'è delle tangenziali, quindi la tangenziale ti porta fuori città e c'è l'uscita dedicata a Ikea, a Unieuro e così via.

Marco

Quindi lui pensava Eataly in quel modo?

Francesco

Esatto.

Marco

E l'avrebbe costruito così, se non ci fosse stata una persona importantissima in tutta questa storia, di cui faremo un episodio, perché mi piace tantissimo come persona. Ed è anche una cosa interessante di questo podcast, che ogni volta che leggiamo qualcosa scopriamo un'altra persona, che è super interessante. Quindi tra un po' di episodi ci sarà l'episodio su questa persona, che si chiama Carlin Petrini.

Francesco

Perché lui gli dice: "Oscar, vedo che immagini l'Eataly sulle tangenziali, come gli Unieuro, ma questo è un progetto da centro città. Se vuoi fare il pane più buono del mondo e invitare le famiglie a comprare fresco ogni giorno, la gente deve poterci venire anche a piedi".

Marco

E lui si chiama invece Carlo, detto Carlin, ma si chiama Carlo Petrini, e lui è la chiave di tutto, perché c'è proprio una frase che lui dice, Carlo: "Era lui l'origine di tutto, il suo unico vero mentore. Gli aveva insegnato il filo logico ed etico su cui doveva muoversi Eataly, sia in Italia sia nel mondo".

Ecco perché, lui scrive, senza Petrini e Slow Food, Eataly non sarebbe nata. Carlo Petrini è il fondatore di Slow Food, che è questo movimento. Perché ridi?

Francesco

No, ho letto quello che c'è dopo.

Marco

Questo movimento che è nato nel 1986 dalla protesta contro McDonald's che apre a Roma.

Francesco

Che è il contrario dello slow food, quindi fast food.

Marco

Esatto, e che nasce proprio con questa chioccia, come si chiama, con questa lumaca, chioccia ho detto, con questa lumaca, proprio per far rappresentare che il cibo deve essere buono, pulito e giusto, ma anche assaporato e lento.

E Carlo Petrini crea anche il Salone del Gusto a Torino, Terra Madre, e crea anche l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Purtroppo è morto a maggio del 2026. Però Carlo è veramente la chiave di tutto, perché grazie a Carlo, Oscar ottiene le persone giuste per cominciare a girare tutta l'Italia per cercare le eccellenze nei vari campi alimentari.3

Francesco

Esatto, è cercare le eccellenze, e quella che diventa in realtà l'ottava mossa.

Marco

Esatto. E lui scrive: "Diventare socio dei migliori". Quindi inizia a girare l'Italia, un po' come dicevamo prima. Ed è bello perché scrive: "Non potrò mai diventare uno di loro, ma forse imparerò più in fretta se mi alleo con qualcuno di questi produttori eccellenti, diventandone socio, scegliendo in ogni categoria quello che sento più complice. Non potrò aiutarli a produrre meglio, ma mi renderò utile sulla narrazione, sul packaging e sulla distribuzione".

Quindi inizia a cercare il migliore produttore di birra, il migliore d'olio, il migliore di pasta, il migliore del parmigiano. Adesso qua arriva la parte che davvero fa spaccare.

Francesco

Qual è?

Marco

Il 2006. Quindi abbiamo elencato le mosse, il suo piano, la sua trama, la sua storia di narrazione. Abbiamo detto che nasce eataly.com, e nasce nel 2006. Nasce Eataly online, e lui li chiama gli eataliani, quindi le persone che comprano su eataly.com, appunto come dicevamo prima, iniziano a comprare dal web.

E scrive: "Eataly.com, oltre a spiegare di cosa si trattasse, proponeva subito in vendita pasta, olio, vino, birra, acqua, carne, dolciumi e grappe".

07 La Causa che Quasi Distrusse Eataly Prima di Nascere

Marco

Bene, però doveva pubblicizzare il suo Eataly, che abbiamo detto nasce online, e quindi gli viene in mente questa pubblicità. Il problema di questa pubblicità che adesso vi raccontiamo è che lo porta in tribunale, ed è a un passo dal chiudere tutto prima che inizi.

Perché? Perché gli viene in mente un'idea criminale, cioè la pubblicità comparativa. Allora, tecnicamente la pubblicità comparativa si può fare, quindi prendi i due prodotti e li compari, però legalmente i due prodotti devono essere uguali, quindi che ne so, due bottiglie d'olio, due bottiglie d'acqua e così via. E il problema è che lui fa due cose diverse.4

E questa idea gli viene durante, lui scrive: "Mi venne durante una sosta in autostrada, stavo tornando a casa", all'Agip, alla stazione dell'Agip, e doveva prendere il filtro dell'olio, sia il filtro che l'olio. Comunque il fatto sta che quest'olio per il motore dell'Eni costava 12,80. Casualmente anche il suo olio di Eataly costava 12,80. Quindi l'olio di benzina costava come un litro dell'olio extravergine che aveva in Eataly.

Torna in ufficio, prende un foglio A4, stampa le due bottiglie dell'olio e sotto scrive: "Vi sembra giusto che costino uguale?". Quindi questa era la sua pubblicità da mettere sul sito, per far vedere alle persone che l'olio che stavano comprando, che era tra i migliori al mondo, costava come l'olio che metti dentro il motore della macchina.

Lui lo sapeva che sarebbe andato in qualche casino, e scrive: "Quell'idea era troppo bella per non essere pubblicata". Quindi lancia la sua campagna, e già la stampa che la ripubblica sul loro giornale parla di questa idea, e non passa neanche una settimana che riceve una raccomandata dall'Eni, che appunto lo chiamano in tribunale. Però in verità ha parlato bene sia di Eataly che dell'Eni, quindi lui si ritrova con... ha parlato bene di tutti i suoi prodotti, adesso ve lo spiego.

Quindi lui si trova in tribunale con questo che lui chiama questo plotone d'esecuzione di questi, tutti avvocati dell'Eni in tribunale, che avevano l'unico scopo di distruggerlo e ottenere un risarcimento enorme. Perché comunque Oscar Farinetti non era il primo che passava per casa, cioè aveva appena venduto Unieuro, e quindi loro sapevano di poterlo spolpare per bene.

Quindi arriva in tribunale, il suo avvocato gli dice: "Stai zitto, faccio tutto io". E appena inizia il processo Oscar si alza e inizia a parlare, ed è questo il discorso che fa. Si rivolge agli avvocati: "Enrico Mattei, il fondatore della vostra azienda, fu un grande partigiano, esattamente come mio padre. Mio padre mi ha insegnato che bisogna essere grandi nelle piccole cose e piccoli in quelle grandi. Questa è una piccola cosa. Come può un colosso come l'Eni infierire contro una piccola nascente startup? Piccola, ma patriottica, che vuole diffondere la cultura e le tradizioni del tipico agroalimentare e dare valore alle fatiche dei contadini italiani. La pagina si chiude con una domanda, non esprime pareri, e descrive i due prodotti in ugual misura. Ma sappiate che se mai vinceste, seppellendoci, e la notizia diventasse nazionale, allora sì che l'Eni subirebbe un grave danno d'immagine, perculato dalla vostra vittoria di Pirro". Cioè, nel senso, questa vittoria contro una nascente startup.

Arriva la sentenza: tecnicamente lui viene condannato per pubblicità comparativa impropria, però l'unica pena era rimuovere questa pagina che appunto comparava i due oli.

Quindi arriva l'apertura dell'Eataly a Torino, che lui sceglie la zona del Lingotto. Il problema di quella zona è che era un po' un casino, perché lì prima c'era la Fiat, che non era più quella di una volta, era comunque una zona periferica, quindi aveva comunque un po' di paura che in realtà nessuno ci andasse. Però grazie sicuramente alla pubblicità che ha fatto, grazie anche al processo con l'Eni, o comunque anche alla sua figura di Oscar Farinetti, al giorno dell'apertura c'è un botto di gente.5

Marco

Qua io mi soffermerei su una cosa importante che lui scrive, che lui non cerca aziende fuori per la comunicazione e la pubblicità, lo fa internamente. E qua scrive: "Un mercante che non è capace di produrre la propria comunicazione è come un calciatore che non sa usare i piedi: scalderà la panchina". Secondo me è importante, perché saper comunicare è molto importante, e darlo ad altre persone non è la stessa cosa.

Francesco

Quindi apre l'Eataly a Torino. Però è interessante, perché noi ora pensiamo a Eataly come a una sorta di catena, cioè ce ne sono tantissimi non solo in giro per l'Italia ma in giro per il mondo, però all'inizio lui non era di questo parere, aveva un'idea diversa. Era anche un po' spaventato, perché scrive:

"Ero convinto che Torino fosse una sorta di prova generale, che fossero le altre nazioni del pianeta ad avere bisogno di una grande narrazione del Made in Italy. Forse in realtà non serviva farne altri in Italia, perché gli italiani conoscevano già certe meraviglie ed erano troppo legati ai propri gusti regionali, forse meglio dire provinciali, se non addirittura locali. Sarebbero stati interessati a frequentare un luogo come Eataly, inventato da questi piemontesi con la mania di invadere e unificare? Eppure anche in provincia le persone sono stufe di mangiare sempre le stesse cose".

Infatti, non ci avevo mai pensato io, che i migliori ristoranti di pesce sono in città. Quindi lui all'inizio non vuole creare una catena, perché già era spaventato dell'Eataly di Torino. In più, inizialmente era convinto che agli italiani gli Eataly non sarebbero piaciuti, e quindi era in una sorta di limbo, se continuare ad aprire oppure no.

Marco

Anche perché voleva creare non una catena come Ikea, dove sono tutte uguali, ma ogni Eataly diverso e unico.

Francesco

Esatto, però comunque voleva mantenere quello che lui scrive: "Non gemelli, ma fratelli". Cioè non uguali, però comunque quando ci sei dentro sai che sei da Eataly.

08 "Non Gemelli, Ma Fratelli": Perché Eataly Non È una Catena

Francesco

Appena 22 mesi dopo l'Eataly di Torino ne apre uno a Bologna, ed è qua che lui dà la definizione che Eataly non è una catena ma appunto, come dicevo, sono fratelli. Perché scrive: "Gli Eataly saranno diversi tra loro, ma sono fratelli. Come fratelli avranno alcuni valori di base comuni, lo stesso cognome, il medesimo padre, ma proprio come fratelli mostreranno caratteri diversi, e a volte anche molto diversi". Perché lui dà un tema a ogni Eataly in giro per il mondo. Però è vero, quando sei dentro un Eataly e sei stato in qualche altro Eataly prima, lo senti che comunque sono simili.

Marco

Anche il cibo. Ad esempio siamo andati a Eataly a New York, e la pasta coi pomodorini è molto simile alla pasta che mangi, che ne so, all'Eataly a Pinerolo.

09 La Più Grande Cavolata nella Storia di Eataly

Francesco

Però, come abbiamo visto anche nell'altro episodio, ci sono sempre alti e bassi, alti e bassi, e arriva la prima grande cazzata, che è Tokyo. Se uno pensa alla prima espansione all'estero, magari all'Europa o all'America, New York in questo caso, il problema è che l'Eataly di New York era il quinto in ordine di tempo, perché fa Torino, Bologna, Tokyo, Pinerolo e poi New York.

Quindi lui apre l'Eataly a Tokyo, perché fa un errore. Perché come abbiamo detto prima, Torino per lui era la prova generale, e dopo che l'Eataly ha successo a Torino, lui si autoconvince che automaticamente qualsiasi Eataly avrebbe avuto successo in qualsiasi altra parte del mondo.

Marco

Io qua ho fatto una connessione con Riccardo Gualino, e lui qua scrive: "Dall'avventura imparai che anche l'esperienza deve essere continuamente sorvegliata. Non basta un albero sano e robusto per raccogliere buoni frutti. Occorre assisterlo, potarlo, difenderlo dalle insidie degli insetti, per avere in tavola frutti maturi e non bacati".

10 "La Sfrontatezza di Cominciare dalle Cose Più Difficili"

Marco

Quindi nel senso che l'esperienza di Oscar lì doveva essere sorvegliata, perché lui pensa che quel format è vincente e può fare anche una grande fortuna a Tokyo, e invece... E infatti scrive: "È uno dei principali fattori di rischio per l'uomo d'affari che si sente onnipotente, la sfrontatezza di cominciare dalle cose più difficili".

11 "Certe Volte Ti Monti la Testa"

Francesco

Quindi lui era convinto di abituare i giapponesi al culinario italiano, a parte il fatto che sono due culture completamente diverse. Poi lo apre in un posto sbagliato, perché lo apre in un centro commerciale, e quindi lui si focalizza su sta roba perché si è montato la testa. Infatti qua scrive: "Certe volte ti monti la testa, e non c'è niente di più pericoloso per un imprenditore". E in più:

Marco

"Se vai forte in salita, poi la discesa sarà una passeggiata. Ebbene, è una cretinata". Quindi nel senso, non partire dalle cose più difficili, parti dalle cose più facili. Quindi aprire a New York era molto più facile che aprire a Tokyo.

Francesco

12 "Bisogna Cominciare dalle Cose Più Semplici"

Francesco

Infatti lui scrive che di solito i giornalisti gli chiedono quale sia stato il suo più grosso errore nel corso di Eataly, e lui scrive: "Aver aperto in Giappone prima che in America". E scrive: "Bisogna cominciare dalle cose più semplici".

13 Cosa Sono i Rimorsi e i Rimpianti per Farinetti

Francesco

Però Oscar aveva sviluppato un vero e proprio culto per gli errori, perché scrive che servono a migliorare, l'importante è accorgersene in tempo. Sostiene che del passato occorre ricordare i rimorsi e i rimpianti, che sono errori: gli uni per cose sbagliate di cui ti sei pentito, gli altri per cose giuste che hai sbagliato a non fare. Il futuro invece è composto dalla paura, che è fonte del coraggio, e della speranza, che origina entusiasmo.

E aggiunge che esiste un modo di comportarsi capace di unire gli utili errori del passato con i meravigliosi sentimenti del futuro: è la leggerezza. Quella leggerezza, nel paese del sol levante, cioè il Giappone, Oscar non è mai riuscito a trovarla. Infatti capisce che Tokyo è una grandissima cazzata, cerca di rimanere in qualche modo, apre un altro Eataly più piccolino per compensare le perdite, e si focalizza subito a New York.

Marco

Sì, anche perché la cosa che sbaglia qua è il socio, lo ricordi qua?

Francesco

Esatto, sì.

Marco

E scrive: "Come se non bastasse, sbagliò clamorosamente il socio". Ovvero c'era questa persona che sembrava super esperto di Tokyo e gli dice di aprire in una zona che a lui non piace, lui vuole aprire in un'altra zona, che poi aprirà lì.

Esatto, quello che dice: "E funzionerà". Ma lui, questo socio, naturalmente Oscar non era esperto del Giappone, si affida a questa persona che lo fa aprire in un posto dove... Joe Bastianich diceva: "Se tu vuoi avere fortuna a New York devi aprire sulla Quinta, perché è sempre pieno". E invece lì lui apre in questo posto a Tokyo dove è pieno durante il weekend, ma durante la settimana è vuoto, non c'è nessuno.

14 Come Farinetti Aprì a New York con Joe Bastianich

Francesco

Esatto. Quindi arriviamo a New York, lo apre con Joe Bastianich, quindi combo perfetta. In realtà c'è solo un piccolo problema all'inizio con comprare lo spazio, perché loro non vogliono pagarlo tanto, alla fine grazie a Joe Bastianich riescono a pagarlo quello che Oscar vuole pagare.

Iniziano a ristrutturare tutto l'ambiente, creano Eataly. E il problema è che lui ha, all'inizio, un po' di problemi con la burocrazia americana, perché devono fare un meeting per qualsiasi cosa: devono fare un meeting per cambiare il rubinetto, devono fare un meeting per cambiare il colore. Dopo un po' lui si rompe le palle.

Marco

Anche perché lui, da quello che ho capito, il suo stile è un po' in tutto un casino. Cioè, di qua boom, di qua, di qua. Invece in questo modo strutturato lui non riesce veramente a lavorare.

15 Lo Stile di Oscar: "Un Disordine Controllato"

Marco

Qua scrive il suo stile, ovvero lo stile di Oscar: "Una missione poetica, tanta velocità, pochi mezzi e un disordine controllato". E qua scrive: "Meglio dieci idee al giorno, di cui sei sbagliate, che averne solo tre. Intanto perché quattro buone sono meglio di tre, e poi perché gli errori aiutano a crescere quanto i successi. Forse di più, se sai riconoscerli. Ma negli Stati Uniti questo suo modo di intendere l'azione aveva sbattuto contro un paese dove tutto deve essere strutturato, previsto, programmato. È paradossalmente lento al confronto della sua inarrestabile voglia di correre, e poi costosissimo".

Cioè, due cose diverse, perché lì si fanno le cose ma allo stesso tempo deve essere tutto strutturato.

Francesco

Quindi apre, ed è bello perché apre con, ci sono sempre, con la cartellonistica che è super importante per Oscar, ci sono tre cartelli importantissimi. ---

16 "Il Cliente Non Ha Sempre Ragione. Neanche Eataly."

Francesco

Il primo: "Il cliente non ha sempre ragione". Il secondo: "Neanche Eataly ha sempre ragione". E terzo: "Da questo meraviglioso dubbio nascerà la nostra armonia".

Marco

E poi apre nella zona del Flatiron, speciale, di New York.

17 Eataly Genova, Renzo Piano e la Traversata di Soldini

Francesco

E quindi è una bomba sin dall'inizio. Il prossimo passo è Genova, nel 2011, dove lo contattano, entra in contatto con la persona che gli propone di aprire questo Eataly a Genova. Gli propone di aprirlo su un palazzo, all'ultimo piano, in un attico davanti al golfo di Genova.

E il problema è che Oscar sa che in Italia i ristoranti nei grattacieli non funzionano, infatti proprio in quel posto molti ristoranti avevano provato ad aprire ma hanno chiuso. Però lui dice: "Va bene dai, ci proviamo", perché si innamora proprio di questi grandissimi finestroni che danno sul Golfo di Genova. E scrive: "Però voglio un famoso concittadino dei genovesi, Renzo Piano, che sarebbe stato contento di firmare il progetto per queste vetrate". E lui scrive: "Fatemi la cortesia di affidare il progetto a Renzo Piano, così la vetrata viene come dico io".

Perché appunto Renzo Piano a Genova ridisegna questo quartiere, che in realtà non sta andando proprio come vorrebbe, quindi magari un Eataly in questo quartiere potrebbe rivitalizzarlo, ed è proprio per questo che lo contattano per aprire l'Eataly.

Però per aprire l'Eataly a Genova vuole fare qualcosa di unico, sempre ritorniamo sempre al marketing e alla comunicazione. Dato che ha appena aperto l'Eataly di New York, vuole collegare l'Eataly di Genova a quello di New York, quindi due città di mare. Quale modo migliore, con una traversata oceanica in barca a vela? E chi contatta per questa traversata? Giovanni Soldini.

Marco

Che abbiamo fatto i primissimi episodi su... Abbiamo fatto il primo episodio, l'abbiamo fatto leggendo il libro, cioè nel senso leggiamo sempre ogni... leggiamo il libro, ma in questo caso abbiamo fatto leggendo il libro mentre facciamo l'episodio, cioè è una cosa assurda.

Francesco

Quindi contatta Giovanni Soldini, che gli dice che vuole fare una traversata. Ovviamente Giovanni dice che sei fuori di testa e non duri neanche un giorno in barca a vela.

Marco

Ora qua c'è una cosa che mi ha fatto pensare, e scrive queste due cose, fa queste due riflessioni. ---

18 Qual È la Caratteristica Principale di Chi Vuole Intraprendere?

Marco

La prima è: qual è la caratteristica principale di chi vuole intraprendere? E scrive: "La caratteristica principale di chi vuole intraprendere deve essere quella di aver naso: sentire cosa c'è dietro l'angolo, cogliere le tendenze, prevedere i desideri naturali dei popoli negli anni a venire".

19 Cosa Sono i Quattro Quadranti del Professor Cipolla

Marco

L'altra cosa è che lui cita questo professor Cipolla, ti ricordi questa parte qua? Cita questo professor Cipolla che divide i generi umani in quattro quadranti. C'è quello che è intelligente, ovvero che inventa azioni che fanno bene a sé e agli altri. Il bandito, quello che guadagna a spese degli altri e ti frega, ma almeno lo fa perché ha un tornaconto, quindi in fondo è una cosa razionale, quello è il bandito. Poi c'è l'ingenuo, quindi quello che danneggia se stesso per far bene agli altri, quindi c'è il buono che ci rimette. E poi c'è lo stupido, quello che danneggia tutti quanti e non fa del bene neanche a se stesso.7

E qua Oscar scrive che sono le persone che nella vita hanno la capacità di inventare azioni che fanno del bene a sé ma anche agli altri, i migliori, quindi gli intelligenti, quello che Oscar definisce i giusti, quindi quelle persone che fanno delle azioni che fanno bene a sé e agli altri.

E lui scrive questo perché lui vorrebbe essere in questo quadrante. Spesso scrive che non ci riesce. Però scrive che secondo lui Soldini fa parte di questo quadrante, e scrive: "Nello stesso quadrante avrebbe voluto stare il nostro mercante mai-quieto". Spiega la scimmietta, perché è scritto in terza persona, questa scimmietta che gli parla sulla spalla. E scrive: "Nello stesso quadrante avrebbe voluto stare il nostro mercante, spesso non riuscendoci, così si ingegnava di imparare dal navigatore, di copiare le sue qualità", appunto quelle del giusto.

Francesco

Lui dice proprio che con Soldini è molto affine, hanno molte cose in comune, e quindi è per questo che sceglie lui per la traversata.

Quindi ora l'espansione di Eataly procede a gonfie vele, perché ne apre uno in un batter d'occhio. Qui inizia con Istanbul, Firenze, poi ne ha aperti in Italia, e poi in America fa proprio il boom, perché ne ha uno a New York a Flatiron, New York Downtown vicino a dove c'erano prima le Torri Gemelle, Boston, Chicago, Los Angeles e Las Vegas. E quindi a soli 11 anni dall'inizio di tutto, e a otto dal primo store in America, con oltre 300 milioni di dollari di specialità italiane vendute al popolo americano.6

20 Il Potere dello Storyteller: Qualità Attesa e Percepita

Marco

Una cosa su cui io mi voglio focalizzare è naturalmente la comunicazione e il marketing. Oscar ha scritto anche un libro che mi piacerebbe leggere sul marketing, e qua scrive un po' sulla comunicazione, o comunque sulla capacità di essere un grande storyteller. Qua mi viene in mente Steve Jobs, che mi sembra in una delle sue biografie, ora non mi ricordo quale, che scrive che lo storyteller è la persona più potente al mondo.

E Oscar qua scrive: "Da tempo ragionava sulla differenza tra la qualità attesa e quella percepita". E in quel periodo era il suo argomento di punta nelle riunioni che teneva con i ragazzi del marketing. C'era il gruppo creativo, quindi quelli che dovevano inventare la comunicazione, e i category, quelli responsabili del prodotto.

E qua scrive: "Insisteva molto sul rapporto tra ciò che i clienti nella propria immaginazione si aspettavano da Eataly e quello che nella realtà coglievano. Sarebbero potuti restare delusi, e dunque non tornare più, oppure confortati e quindi fidelizzati, o addirittura meravigliati, e allora lo avrebbero raccontato in giro. Tutto dipendeva dalla relazione tra la consistenza della promessa e quella dell'offerta reale". Per questo metteva insieme chi prometteva e chi realizzava, quindi questi due gruppi che lavoravano.

Spesso usava metafore: "Se esageri nel decantare la bellezza di una donna, poi quando te la trovi di fronte le trovi subito un difetto, uno qualsiasi, e se non ne ha nessuno te lo inventi, tipo che le ginocchia non sono all'altezza delle aspettative". Quindi il nodo tra l'attesa e il riscontro andava affrontato, perché proprio da quell'intreccio dipendeva l'epilogo: successo o insuccesso, felicità o infelicità.

E poi qua scrive che sia scrittura di libri o per i giornali, per il cinema o per il web, non c'è niente di più grande della capacità di far sentire agli altri ciò che provi. Più sei bravo e più il tuo pubblico ti seguirà. Un fatto, per quanto importante, se non è raccontato non esiste.

21 Perché Farinetti Volle Aprire lo Store di Bari

Francesco

Quindi abbiamo detto che Eataly si espande nel mondo abbastanza velocemente, però c'è uno store sul quale io vorrei focalizzarmi, che è quello di Bari. Perché è un altro piccolo fallimento di Eataly.

Quindi il problema è uno solo: lui vuole aprire Bari perché è un po' come Gualino, vorrebbe redimere il Sud Italia, perché sa il potenziale che ha, la bellezza che c'è, però ovviamente non è un potenziale ben sfruttato, e quindi lui vorrebbe andare lì per dare una mano, per investire sul territorio, per contribuire alla crescita e allo sviluppo.

22 "L'Italia da Roma in Giù È un Mistero di Bellezza e Inefficienza"

Francesco

Qua scrive: "L'Italia da Roma in giù è un mistero di bellezza e inefficienza. Eppure non funziona. Ci abita poco più di un terzo della popolazione, perché in molti se ne sono andati verso latitudini più settentrionali". E qua parte un monologo, bellissimo:

"Il grande miracolo economico del dopoguerra è stato fatto al nord. E sapete perché è avvenuto? Perché una moltitudine di meridionali sono venuti al nord. Senza la gente del sud non avremmo compiuto nessun miracolo. I popoli ibridi sono i migliori. I giovani del nord dovrebbero trasferirsi al sud e investire in agricoltura, cibo e turismo. Il più bel pezzo della nazione più bella del mondo".

Il problema è che lui parla di inefficienza. Quindi lui apre l'Eataly a Bari, ha problemi con la ristrutturazione, con l'apertura, problemi burocratici, un casino immane, e quindi un po' si incacchia e scrive:

"Perché non la smettete di lamentarvi e non vi rimboccate le maniche? Dovreste finirla di dare la colpa ai piemontesi. In Sicilia ci sono più di 1600 km di costa tra le più belle del mondo. In Sicilia ci vanno 5 milioni di turisti, in Romagna 20. È colpa dei romagnoli? No, è demerito vostro, che non siete capaci di organizzarvi. Forse è arrivato il momento di riflettere su dove sbagliate voi, anziché lamentarvi di essere le vittime innocenti di una nazione nord-centrica".

Allora, questo non è solo focalizzato verso i siciliani, o comunque, cioè è in generale sul fatto di non lamentarsi, di non dare sempre la colpa agli altri, ma di alzarsi, di vedere perché gli altri sono più bravi, capire perché sono più bravi, rimboccarsi le maniche e iniziare a migliorare anche noi stessi.

23 "La Potenza del Sogno Offusca la Capacità di Analisi"

Francesco

E infatti lui scrive, quindi come dicevo prima lui aveva voglia di investire anche soldi suoi per redimere il Sud, e scrive: "Il rischio principale degli imprenditori sognatori è quando si ficcano in testa un traguardo poetico e perdono di vista la realtà. La potenza del sogno", questa è bellissima, "la potenza del sogno offusca la capacità di analisi. Stavolta la matematica soccombe al cuore". Quindi la sua voglia, di nuovo, di redimere il sud, però matematicamente parlando non c'erano i numeri per stare in piedi a Bari.

Marco

Infatti lui scrive che nei primi mesi Bari partì alla grande: un sacco di gente, incassi elevati, poi sempre meno clienti. Esatto, quindi non è solo un problema di burocrazia, è anche un problema che non c'è gente.

Non c'è gente, ma anche perché loro, lui scrive, i baresi non si ritrovavano in quel posto lontano dall'abitato, e i prezzi, gli stessi del nord, erano fuori di testa: "Ma come, il caffè a un euro, una pizza a sei, la birra a due, ma siamo pazzi?".

E poi qua scrive: "C'era poi un fattore che Oscar non aveva considerato: il nero. Sai cosa mi rispondono quando chiedo i prezzi migliori sul pesce? Potremmo anche farglieli, ma lei chiede la fattura?". Oscar cadeva dal pero. Nella sua ingenuità credeva che il fenomeno del nero in Italia si fosse ridotto a dimensioni trascurabili. Invece, in certe aree dove il reddito è particolarmente basso, evadere l'IVA e il costo fiscale del lavoro era ancora la base su cui si regge l'economia.

Per un'azienda come la sua era come correre i 100 metri partendo 50 metri indietro rispetto agli altri. Lui non avrebbe mai potuto vendere un caffè a 60 centesimi o una birra a un euro e mezzo. Il risultato? Sette anni di perdite, senza mai smettere di cercare il modo di migliorare. Con 10, 100, 1000 trovate, niente da fare. L'Eataly di Bari si riempiva i weekend, ma restava una magnifica cattedrale nel deserto.

Quindi lui dice, non lo chiude e si inventa un suo alibi, questo spiega la scimmietta: "Beh, guadagniamo bene in America, non è la fine del mondo se perdiamo qualcosina nel sud Italia". Però comunque lui non chiude, perché voleva comunque contribuire.

24 L'Attacco Mediatico sul Precariato all'Eataly di Firenze

Francesco

Infatti arriviamo, dopo il problema con l'Eni, forse al secondo problema più grande che Oscar incontra, quindi questo attacco mediatico sul precariato che arriva all'Eataly di Firenze nell'ottobre 2014.

Quindi appunto ci sono questi tre giovani che si licenziano dicendo che vengono trattati male, che non vengono pagati, che vengono sfruttati, che sono dei servi. Si appoggiano ovviamente subito ai media, quindi giornali e televisioni, ed esplode lo scandalo. Ma secondo Farinetti ovviamente c'era ben poco di vero, anzi meglio dire praticamente falso, perché appunto nell'Eataly di Firenze, su oltre 90 effettivi di personale, sono sti benedetti tre che si sono ribellati, che si lamentano perché loro dicono che sono stati licenziati, perché appunto erano a tempo determinato. Ovviamente un ambiente di ristorazione, quindi ci sono periodi di picco, periodi di non picco. Però il problema, già la prima falsità che c'è, è che questi benedetti dipendenti non erano stati espulsi, non erano ancora stati confermati, quindi sono due cose ben diverse.

Quindi appunto lui scopre questo casino e decide di andare a parlare a Firenze con questi tre. Sono in tre: uno era un tipo che aveva un po' di problemi a casa, aveva un po' di casini; gli altri due si erano messi in testa che volevano uccidere Farinetti, portarlo in tribunale e ottenere un risarcimento. Infatti Farinetti va lì e gli dice: "Va bene, vi chiedo scusa per questo malinteso, va bene, allora vi do il contratto a tempo indeterminato". E loro dicono di no.

Quindi fatto sta che questi qua continuano a bombardarlo, nell'incontro continuano ad insultarlo per cercare di provocarlo. Lui è lì per esplodere, però non esplode, anche perché sa che c'è qualcosa sotto. Infatti lui esce dall'incontro, apre la porta, e ci sono i giornalisti lì ad aspettarlo.

Però prima di andarsene va all'Eataly di Firenze, riunisce, lui chiama, lo stato maggiore del negozio, che aveva appena aperto da otto mesi, e inizia a verificare. Allora, gli stipendi erano almeno il 10% superiori alla media di categoria. A tutti i collaboratori, fin dal primo Eataly di Torino, veniva dato un premio annuale pari a circa una mensilità, quindi una quindicesima. E vigeva la regola di arrivare all'80% di assunzioni a tempo indeterminato entro il terzo anno. Firenze, dopo 8 mesi, era al 35% e puntava ad arrivare al 50% entro la fine del primo anno.

Quindi Oscar esce, prende la sua decisione: rinnova il contratto a Torino di quel ragazzo che appunto aveva problemi familiari, gli altri due li manda a cagare.

E qua c'è davvero una parte bellissima, perché i due non confermati vanno in televisione, continuano a insultare Farinetti, su tutte le televisioni Farinetti viene attaccato, vanno in tribunale, e il verdetto è che il tribunale respinse le accuse e la richiesta di riassunzione. E qua c'è una parte interessante, perché i due furono condannati a pagare le spese legali, anche perché avevano prodotto documenti falsi, ma loro non avevano un euro per pagare.

E Oscar scrive: "Mi sono accorto di essere più incavolato con i giornalisti che con i giovani", perché i giovani avrebbero pagato l'errore, i giornalisti no, perché i giornalisti hanno sfruttato il momento per attaccare Oscar e avere un guadagno mediatico. I ragazzi non avevano neanche i soldi per pagare le spese legali, quindi si sono ritrovati a terra.

E Oscar scrive che da quella brutta storia nacquero due pensieri. Primo: forse era giunto il momento di mollare la posizione di comando dell'azienda che aveva fondato. Due: il sistema delle assunzioni andava rivisto, perché Eataly era diventata grande e serviva un'organizzazione ramificata e un ufficio del personale strutturato, che ancora non c'era. E magari era anche arrivato il momento di cercare un manager. E Oscar scrive: "Forse avevo già aspettato fin troppo a cercarlo".

25 Perché a Eataly Serviva un Manager

Francesco

Quindi nel frattempo capiamo un po' come Unieuro, accade qualcosa, e arriva in Oscar il pensiero di lasciare andare Eataly e lasciarla a qualcun altro, i suoi figli, e comunque trovare un manager. E trova Andrea Guerra. Ora, magari per voi Andrea Guerra non può essere un nome familiare, ma è stato il CEO di Luxottica e ora è il CEO di Prada.

Marco

E però Oscar decide di cercare questo manager anche perché scrive che dopo tutti quegli anni a costruire Eataly era stanco. I figli erano bravi ma non se la sentivano ancora di tracciare la rotta, ---

26 Quando Smettere di Fare il Padre e il Capo Insieme

Marco

e aveva intuito che era giunto il momento di smettere di fare il padre e insieme il capo. "Esiste un limite temporale preciso entro il quale le due figure non possono più coincidere. Il punto è rendersene conto".

Prende Andrea Guerra. Andrea Guerra lavora per cinque anni e poi arriva da Oscar e vede quanto è difficile lavorare su Eataly, e qua scrive: "Non ce la faccio più, Oscar. Sono stanco, ho dato tutto. Eataly è difficile, non me la immaginavo così difficile. Il format è unico, irripetibile, fantastico, ma richiede un'attenzione incredibile. I margini non sono quelli dell'industria, non è semplice calzargli addosso un'organizzazione che stia nei costi. Serve un altro tipo di energia, roba da giovani, e io ho 54 anni. Tuttavia credo di aver assolto il mio compito: ora c'è una buona struttura e ottime persone".

Francesco

Esatto, perché gli obiettivi che Oscar aveva dato ad Andrea Guerra erano tre. Il primo era fare da maestro ai suoi figli. Il secondo era traghettare Eataly verso un'organizzazione più strutturata, più grande. E tre, definire le mosse per il futuro, quindi magari la borsa, nuovi soci, e per il Medio Oriente.

Esatto. Però è bello che quando, come hai raccontato tu, Andrea va da Oscar, loro si mettono d'accordo in mezz'ora. Oscar capisce che Andrea Guerra non ce la fa più, ha fatto quello che doveva fare, e in mezz'ora si mettono d'accordo e Andrea dà il suo addio.

27 Come si Impara a Parlare in Pubblico

Marco

Qua c'è un'altra parte, ritorniamo sempre alla comunicazione e al marketing, e qua scrive: "La capacità di parlare in pubblico dipende dal carattere, non dalla preparazione. Esistono persone coltissime che davanti a una platea tentennano. Tutto si può imparare con impegno, ma dato per scontato che prima di tutto occorre avere contenuti solidi. La capacità di raccogliere l'attenzione di un pubblico folto, quindi intelligente, e tenerla alta a lungo, per un'ora, è una qualità in parte innata. Si può affinare, ma è difficile crearla da zero. E non significa essere cinici o privi di emozioni: anzi, la vera intelligenza emotiva consiste nel gestire i sentimenti, e per tenere incollata l'attenzione di tante persone bisogna saperli toccare".

Oscar questa dote la conosceva fin dai tempi della scuola. Studiava poco, si arrangiava sempre cercando di arrampicarsi sugli specchi, e fino ai vent'anni fu uno sfacciato, qua scrive. Poi andò a lavorare, e fu proprio il doversi guadagnare la pagnotta a convincerlo che gli serviva una cultura. Cominciò a studiare quando non era più un dovere, moltiplicò le parole che conosceva e usava, e capì che se sapeva da quali ragionamenti, da quale contesto storico era nato un prodotto, allora sapeva anche raccontarlo meglio e venderlo. Questa capacità di raccontare a parole nuove e concetti robusti acquisiti con la lettura.

28 Le Sette Cose che Farinetti Imparò da Daniel Goleman

Marco

E decise di approfondire il tema dell'intelligenza emotiva, fu scoprendo Daniel Goleman, che gli aprì un mondo. Le cose che imparò furono sette. La prima è: avere paura non è un errore. La due: vivere felici è frutto di una decisione, questo è interessante. Tre: i punti di riferimento emotivi sono dentro di noi. Quattro: i sentimenti sono più importanti delle regole, per stabilire buone regole devi avere buoni sentimenti. Cinque: l'autocontrollo non consiste nel trattenere i sentimenti. Sei: occorre raccontare le proprie convinzioni con convinzione, ma convinti che puoi anche sbagliare. Sette: per emozionare, devi essere capace di emozionarti.8

29 Qual È l'Algoritmo della Fortuna?

Francesco

Dopo questa perla ce n'è un'altra, subito dopo nel libro, che è la sua definizione della fortuna, più che definizione è la regola della fortuna. Quindi quando lui appunto alle conferenze, come abbiamo detto, con questa lavagnetta dell'Italia, che racconta l'Italia, la biodiversità agroalimentare, tutto quello di cui abbiamo parlato della trama di Eataly prima, quando lui magari chiede il bis, il suo bis è questo. E scrive:

"Ecco, avrei finito, ma se volete in 5 minuti vi svelo un segreto. Dopo decenni di ricerche ho trovato l'algoritmo che, applicato in modo corretto, porta ad essere fortunati sempre, anche per tutta la vita. Ma dovete promettermi di raccontarlo in giro".

Quindi lo racconta, e la tesi è questa. Mediamente a ognuno capitano fortune e sfortune, diciamo cinquanta e cinquanta. C'è chi racconta le une e chi le altre. Quindi come i giornalisti, sono convinti che bad news is good news, quindi che le cattive notizie fanno più audience. Però con chi vogliamo sposarci? Con chi vogliamo andare in vacanza? Con chi fare società? Con chi essere amici? Con chi uscire a cena? Con persone fortunate.

E come si appare fortunati? Bene, l'algoritmo della fortuna è dimenticare le sfighe e raccontare i colpi di culo. Facendo così si vive meglio, si trovano più amici e grandi opportunità. "E ora che vi ho svelato questo importantissimo segreto, vi prego, non raccontatelo in giro". Quindi appunto è semplice: pensare ai momenti belli e non a quelli brutti.

30 La Regola della Pesca: La Quinta P del Marketing

Marco

Io qua aggiungerei anche una presentazione che ha fatto quando è stato invitato a parlare al World Business Forum[?], ti ricordi quella parte lì? Fa questa presentazione, questo suo discorso che si intitola "People", persone. Quindi nelle lezioni di marketing noi sappiamo che ci sono le 4 P, ok? C'è il prodotto, product; il prezzo, price; placement, promotion. E lui aggiunge people, le persone.

A un certo punto, tra le slide che Oscar aveva preparato per l'occasione, appariva un mezzo frutto tagliato in sezione, e si vedevano chiaramente le tre parti di cui era composto il frutto. Nel nocciolo, quindi il nocciolo, andavano scritti i motivi poetici per cui si lancia il progetto. E lui scrive: "Non usatelo per scrivere make money. Metteteci gli obiettivi che avete in cuore di raggiungere. Nel caso di Eataly, noi abbiamo scritto: celebrare la meraviglia della biodiversità gastronomica italiana".

Poi cosa c'è sulla polpa, che è la parte che si gusta? Spiegò che si scrivono le esperienze che si intendono far vivere al pubblico. Attenzione, a tutto il nostro pubblico: clienti, fornitori, collaboratori, media, comunità politica. "Se vi va, copiatela questa idea della pesca. Disegnatela e adattatela alla vostra azienda, vi sarà utile. Magari vi verrà una pesca ancora migliore della mia. Non fatevi problemi, io è tutta la vita che copio e mi trovo da Dio". Perché una delle filosofie di Oscar è copiare le cose e adattarle alla tua situazione.

31 Dieci Mosse per Essere Innovativi

Marco

Dopo People e la metafora della pesca, nella stessa presentazione ci sono dieci mosse per essere innovativi, ovvero gestire l'imperfezione. Uno, priorità. Due, semplificazione, quindi vediamo sempre la semplificazione, rendere le cose più semplici possibili. Gestire l'imperfezione, anche interessante, gestire l'imperfezione. Pensare locale e agire globale, in questo caso è quello che ha fatto Eataly, quindi pensare locale all'Italia e poi agire globale, portare l'eccellenza italiana nel mondo. Saper narrare. Poi abbiamo il dovere che diventa piacere, il dovere che diventa piacere. Never ever give up, quindi non mollare mai. Restare giovani. Copiare. Saper cambiare.

La decima poi, e ultima mossa, era un po' diversa dalle altre, si chiamava fiducia, patriottismo e coraggio. Oscar prendeva in esame gli ultimi tre periodi in cui l'Italia era stata grande: Rinascimento, Risorgimento e miracolo economico del dopoguerra. Intendeva dimostrare che valeva la pena copiare dai sentimenti degli italiani di allora per diventare migliori. Bella questa? Intendeva dimostrare che valeva la pena, un po' quello che facciamo in questo podcast, è perché è la bellezza del leggere proprio, intendeva dimostrare che valeva la pena copiare dai sentimenti degli italiani di allora per diventare migliori.

32 Perché Tutto Nasce dai Sentimenti

Marco

E poi qua scrive un altro modello di discorso che lui faceva sempre, è questa breve storia dei sentimenti umani. E qua scrive: "Pareva strano che un imprenditore, per spiegare nuovi modelli di business, partisse dai sentimenti", una cosa strana. E qua scrive: "Il fatto è che i sentimenti sono più importanti delle regole, e la storia è lì a nostra disposizione per insegnarci come si ottengono grandi risultati".

Oscar raccontava 11 periodi storici in modo fulmineo, condensando in 166 pagine qualcosa come un milione e mezzo di anni, nel corso dei quali le comunità umane hanno espresso sentimenti prevalenti molto diversi tra loro. Quando erano buoni, le comunità crescevano, la qualità della vita era migliore, sbocciavano nuove invenzioni, insomma si progrediva. Succedeva invece il contrario quando a prevalere erano i sentimenti negativi.

E poi qua scrive: perché tutto nasce dai sentimenti? Quindi perché i sentimenti sono importanti? "Tutto nasce dai sentimenti. Immaginate le radici di un albero. Poi c'è il fusto, che rappresenta i pensieri. I pensieri diventano parole, come i rami dell'albero che si allungano in varie direzioni. Le parole sono la parte musicale della vita, e la musica, quando è bella, diventa meraviglia. Dai rami spuntano le foglie, che sono i comportamenti, i quali a loro volta generano le azioni, cioè i prodotti. E questi sono i frutti che, con la stagione giusta, matureranno sull'albero".

Francesco

Bellissimo.

Marco

Ok, andiamo avanti.

Francesco

Bene, arriviamo all'ultimo passaggio della nostra storia, che non c'entra niente con Eataly. Quindi lui, dopo che Eataly si è ancora espansa all'estero, soprattutto in Francia e a Parigi, arriviamo a Torino intorno al 2014, dove apre il suo ultimo progetto, che è il rispetto dell'ambiente come bellezza, che si chiama Green Pea.

33 Green Pea: Il Grande Magazzino per Salvare il Pianeta

Marco

Quindi Green Pea è il primo grande magazzino al mondo dedicato a prodotti sostenibili, viene aperto nel 2020, accanto a Eataly al Lingotto. E se la missione di Eataly era salvare l'eccellenza alimentare italiana, quella di Green Pea era molto più ambiziosa, ovvero salvare il pianeta, quindi convincere le persone a cambiare le abitudini di consumo.

34 Come Trasformare il Dovere in Piacere

Marco

L'idea centrale di Green Pea ribalta l'idea, che passiamo dal dovere al piacere. E scrive: "Se vogliamo cambiare i consumi puntando alla sostenibilità, dobbiamo trasferire il valore del rispetto dal senso del dovere a quello del piacere. Dobbiamo comportarci bene perché ci sentiamo fighi a farlo. Il dovere è vissuto come fatica e sacrificio, così non si va da nessuna parte". Oscar voleva vedere una ragazza rifiutare un SUV per l'auto elettrica.

L'idea era molto buona. Il problema è che non funziona. Non funziona perché, da quello che ho letto, perde i soldi, e quindi la gente non va a comprare. La gente non va, e quindi chiude.9

Francesco

Bene.

Marco

35 "Meglio Essere Ottimisti e Avere Torto"

Marco

Però alla fine di tutto vediamo che Oscar ha avuto grandi successi e grandi fallimenti. Ma alla fine di tutto, quello che mi piace di Oscar è questa frase, alla fine, quello che lui scrive alla fine, e scrive: "È meglio essere ottimisti e avere torto, piuttosto che pessimisti e avere ragione. Vi prego, continuiamo così".

Francesco

Nel senso... È una frase di Einstein.

Marco

Ah sì, è giusto, è una frase di Einstein, giusto.

Francesco

Nell'ultima conferenza lui inizia a parlare e dice perché si sta ritirando, e appunto dice: "Ho appena terminato un libro che cita Albert Einstein", e appunto la frase è questa.

Marco

Che bellissima. Cioè, l'idea di Green Pea è fallita, sì, ma l'idea era ottimista, era essere ottimista per poter cercare di cambiare qualcosa. Cioè almeno lui si è messo in gioco, cioè lui ha fatto qualcosa. E mi ricorda tanto la frase di Riccardo Gualino, vuoi dirla te?

Francesco

Vai. Che lui scrive: "Potrà asserire di aver vissuto chi avrà creato qualcosa. Anche sfortunato, varrà sempre più di uno spettatore indifferente".

Marco

Anche se sfortunato, varrà di più di uno spettatore indifferente.

Francesco

Un'altra cosa che si collega a Gualino è il fatto dei soldi, cioè di dargli un mezzo. Infatti scrive: "Per me i quattrini non sono un fine, non ho mai posseduto la libidine della ricchezza. Per me sono stati un mezzo per dare vita ai miei progetti. Quando ne ho guadagnati li ho reinvestiti in disegni nuovi; quando ne ho perduti non mi sono dannato per il valore, ma perché questo frenava la crescita e l'occasione di creare nuovi posti di lavoro".

E Oscar chiude dicendo, quindi in questa ultima conferenza con tutti i suoi soci di Eataly... Questo è quello che Oscar dice. Vuoi leggere la parte di Gualino?

Marco

Che lui dice che i denari da lui posseduti gli servivano solo a creare le cose. Cioè, la vera bellezza del denaro in sé è creare, non è andare in vacanza a comprarsi, che ne so, un super yacht. La vera bellezza del denaro, qua scrive: "La bellezza del denaro risiede nella potenza che fornisce a chi lo detiene. Vedere migliaia di uomini, creare[?] nuove industrie, sono gioie d'immaginazione. Ma se per crearle, se per creare questi sogni, occorrono denari, e li possiedi, essi sono fonte di felicità".

"Potrà asserire", beh questa porca miseria che è bella, "potrà asserire di aver vissuto chi avrà creato qualcosa. Anche sfortunato, varrà sempre più di uno spettatore indifferente". Me la scriverei qua, questa quote.

Francesco

Bene, Oscar, chiudiamo così, scrivendo: "Ho deciso di dedicare gli ultimi anni che mi restano a studiare. Basta affari, non fatti fin troppi. Ho voglia di capire meglio in che mondo vivo. Quanto tempo è che non mi fermo a guardare un cielo stellato? Forse non lo faccio più da quando ero bambino. E sapete perché ve lo dico? Perché vorrei parlarne con tutti coloro che avranno voglia di ascoltarmi. Vorrei donare ciò che ho imparato. Donare".

Marco

Bene, così è come vogliamo concludere questo episodio. Se vi è piaciuto l'episodio, ragazzi, andate a prendere Oscar Farinetti, Never Quiet. È un mattone, 500 pagine, ma è bellissimo da leggere. Ci troverete ancora più idee, più riflessioni, in questo libro.

Francesco

Grazie mille per essere arrivati alla fine di questo episodio. Non dimenticatevi che se avete imparato qualcosa di nuovo, iscrivetevi, commentate, lasciate un like e condividete, perché ci date davvero una mano immensa. Visitate anche il nostro sito, inbuonacompagnia.com, dove c'è tutta completa la nostra raccolta educativa.

Marco

Soprattutto le fonti, perché ogni episodio ha le proprie fonti. Vogliamo veramente creare un episodio che per me è perfetto, e quindi servono tante fonti.

Francesco

Con tutte le nostre notes, i nostri approfondimenti, le nostre opinioni, tutto quanto sul sito. E anche la nostra newsletter, per ricevere aggiornamenti o anche nozioni che non abbiamo trattato nell'episodio. E come sempre, ci vediamo alla prossima grande storia.