"Quando vieni da me con un problema, portami anche la tua idea di soluzione."
Episodio 13 · 28 luglio 2026 · 53min
Da 40 mq a 220 Negozi: Come Oscar Farinetti Costruì Unieuro
Oscar Farinetti entra in azienda lunedì 9 gennaio 1978. Il padre gli affida un angolo di quaranta metri quadri dove sono ammassati i prodotti con la spina. Ventiquattro anni dopo Unieuro conta oltre duecento negozi e passa agli inglesi di Dixons. Never quiet. La mia storia (autorizzata malvolentieri) è la sua autobiografia.
Alba, provincia di Cuneo. Prima dell’elettronica c’è un partigiano che comanda una brigata di quasi trecento uomini e che nel dopoguerra ricomincia da un pastificio. È suo padre, e nel libro lo chiamano il comandante. Sarà lui a riempirsi di debiti per dieci anni pur di costruire il primo ipermercato tra Alba e Asti, e a consegnare al figlio la frase che apre tutto: tu che hai studiato, occupati di sta roba qui.
Ripercorriamo come quell’angolo diventa il numero uno d’Italia. Prima i tassi bancari, che nel 1980 superano il venti per cento e mandano l’azienda in crisi: si stava bene solo dopo le cinque del pomeriggio, quando le banche chiudevano e smettevano di telefonare per chiedere il rientro. Poi, nell’ottobre del 1984, un concorrente apre a cinquecento metri e vende al pubblico i prezzi che lui paga ai fornitori. Poteva essere la fine di Unieuro: Oscar corre nel suo piccolo ufficio, si prende la testa tra le mani, e davanti ai soci finge il coraggio mentre ha soltanto voglia di piangere. Quel rivale finirà comprato, e poi tenuto in vita tre anni come finta concorrenza.
A trentacinque anni Oscar convince il padre a vendere l’ipermercato e il ramo del caffè, per puntare tutto sugli elettrodomestici. Il comandante, che si era riempito di debiti per dieci anni ed era cresciuto con i viveri razionati, a sessantasette anni può finalmente tirare il fiato. La vita è un film a lieto fine, scrive Oscar. Un lieto fine, papà, te lo sei meritato.
Con quella liquidità nasce il vero Unieuro. Poi la Rinascente mette in vendita Trony, negozi e marchio, e la cifra è troppo alta per lui da solo: convince allora i soci del gruppo d’acquisto a comprarsi ciascuno il negozio della propria regione, e mentre gli altri pretendenti aspettano il consiglio di amministrazione lui si presenta con un assegno da sei miliardi e seicento milioni di lire, un numero che non aveva mai scritto in vita sua. Il marchio lo rivenderà sottocosto allo stesso gruppo, in cambio del diritto di aprire negozi Trony ovunque in Italia. Nel 1999 sono sessanta, e il fatturato si avvicina ai cinquecento miliardi.
Nel luglio di quello stesso anno decide che è il momento di cambiare mestiere, e sul settore ha pochi dubbi: il cibo. La nascita di Eataly è il prossimo episodio.
Da 40 mq a 220 Negozi: Come Oscar Farinetti Costruì Unieuro
Oscar Farinetti
Da 40 mq a 220 Negozi: Come Oscar Farinetti Costruì Unieuro
Video in riproduzione
Da 40 mq a 220 Negozi: Come Oscar Farinetti Costruì Unieuro
Dieci riflessioni principali dall'episodio
"Un mercante che non è capace di produrre la propria comunicazione è come un calciatore che non sa usare i piedi: scalderà la panchina."
"Diamoci un termine impossibile: non lo rispetteremo, ma faremo prima che a darcene uno realistico. Non ho mai aperto un negozio alla data stabilita."
"Certe volte ti monti la testa — e non c'è niente di più pericoloso, per un imprenditore."
"Sono le persone che, nella vita, hanno la capacità di inventare azioni che fanno del bene a sé, ma anche agli altri: i migliori."
"Eccolo il rischio principale degli imprenditori sognatori: quando si ficcano in testa un traguardo poetico, perdono di vista la realtà. La potenza del sogno offusca la capacità di analisi."
"La più grande serendipity della storia è quella di Cristoforo Colombo, che cercava le Indie e scoprì l'America. Aveva un sogno, ed è partito. Occorre sognare e partire: i nostri sogni, da oggi, devono avere orizzonti nuovi, anche se non ben definiti. Ciò che conta è il cammino — dobbiamo partire, e troveremo cose ancora migliori di quelle che immaginiamo."
"È meglio essere ottimisti e avere torto, piuttosto che pessimisti e avere ragione. Vi prego, continuiamo così."
"Le persone migliori sono quelle che studiano per tutta la propria esistenza, avendo compreso che quel tipo di piacere, a differenza degli altri, cresce con l'età."
"La speranza che ce l'avrebbero fatta: Oscar comprese subito che era la principale abilità che un imprenditore deve saper esibire."