01 Intro
Marco, immagina un ragazzo di provincia, figlio di un partigiano, che da giovane si ritrova a vendere lavatrici e frigoriferi nel commercio di famiglia. Che probabilità gli daresti di diventare il re degli elettrodomestici in Italia?
Beh, poche direi, anche perché è partito da un piccolo reparto dentro un ipermercato che era del papà, che loro avevano cominciato insieme. Quindi direi che vendere elettrodomestici in provincia non è proprio esattamente il punto di partenza dei grandi imperi.
E invece è proprio da lì che parte Oscar Farinetti. Oggi lo conosciamo tutti per Eataly, il cibo italiano nel mondo, ma prima del cibo c'è stata un'altra vita, quella che vi raccontiamo oggi, cioè la nascita di Unieuro, la più grande catena di elettrodomestici d'Italia.
E la cosa interessante è come ci arriva, perché una persona da sola, con un solo negozio, ma neanche solo un negozio, un piccolo dipartimento dentro un grande negozio, non diventa il numero uno.
Esatto, e proprio questo è il bello. Come ci è riuscito? Con una mossa dopo l'altra. Oscar trasforma quel piccolo negozio nel colosso numero uno d'Italia, che nel 2002 venderà agli inglesi per centinaia di milioni. Ma il come lo scopriamo oggi insieme.
E come sempre, quello che facciamo è raccogliere i tasselli lasciati per strada da chi secondo noi ha fatto un grande lavoro nella propria vita, e cerchiamo di condividere con te idee, principi e riflessioni che speriamo ti possano essere utili nella tua vita e nel tuo lavoro. Quindi benvenuto in Buona Compagnia.
Allora, questo libro è un po' particolare perché non è scritto in ordine cronologico, è diviso in due storie, la parte di Unieuro e la parte di Eataly.
E il fatto che sono 500 pagine, quindi è un bel mattone, ci abbiamo messo un po' a leggerlo, anche perché volevamo proprio capire ogni passaggio, ogni cosa, che a noi interessa tanto, e abbiamo cercato quindi di veramente di capire il più possibile per creare questo episodio.
E secondo me partiamo dagli inizi, quindi dagli anni '50, dove il nonno del papà di Oscar faceva pane e pasta, quindi la famiglia comincia dal cibo, a Mango d'Alba. All'età di 13 anni, il papà di Oscar (si chiama Paolo, e nel libro lo definiscono come il comandante Paolo)...
E poi ora diciamo perché.
...riprese la tradizione di famiglia andando a lavorare come garzone in un pastificio di Alba. Adesso che mi leggo "garzone" mi viene in mente Leonardo Del Vecchio, che anche lui cominciò come garzone.
Quindi lui lavora con la farina? Sì. Questo è interessante, non so se te lo sei segnato, è che lui, Farinetti, scrive come è nato il suo cognome.1
Questo non me lo ricordo.
In realtà è per tutti così, e lui scrive: "I cognomi che portiamo hanno un'origine abbastanza recente, non più di quattro secoli, e sono derivati dal mestiere dei nostri antenati, principalmente dei nostri trisnonni". Perché? Perché tra i poveri i cognomi nascevano dai soprannomi. Quindi il nonno di Oscar lavorava alla farina, e chi lavorava la farina in piemontese, in dialetto, era il farinè. Poi Oscar descrive che la fonetica ha fatto il suo corso, il soprannome di qua e di là, e si è trasformato in Farinetti.
02 Il Comandante: il Papà Partigiano che Liberò 17 Condannati a Morte
Ma poi cosa succede? Arrivò la guerra, e dopo l'8 settembre del 1943 il papà si unì a quei giovani che si facevano chiamare partigiani. E qua scrive bello: "L'impresa più ardua del mio papà fu liberare di notte dalle carceri di Alba 17 condannati a morte che il giorno dopo sarebbero stati fucilati".
"Uno dei ricordi più potenti della mia infanzia era quello di mio papà. Passeggiavamo per le vie di Alba e veniva fermato e ringraziato con commozione dai parenti o dalle stesse persone salvate una ventina di anni prima. Si sentiva il figlio di un eroe". Bello però immaginare l'orgoglio che ha verso il papà.
Perché in realtà il papà prima scappa verso le montagne per unirsi a questi, appunto, i partigiani, poi torna nelle Langhe e crea una sua brigata dove lui era il comandante. Ed è per questo che ora nel libro il soprannome è appunto il comandante.
E quindi dopo aver comandato una brigata di quasi 300 partigiani, cioè sono tanti, cosa fa? Si mette in proprio e ritorna a fare cosa? La pasta. Esatto.
Nel dopoguerra, negli anni '50, nasce il pastificio.
E quindi Oscar nasce tra sacchi di farina, semola, tagliatelle, agnolotti. E non vedeva i genitori tantissimo perché lavoravano sempre, però scrive che era bellissimo vederli nei rari momenti di pausa, stanchi e sorridenti. E quindi secondo me si sentiva orgoglioso di quel papà che era un partigiano e che ora lavorava duramente per dare un futuro migliore alla famiglia.
Poi Oscar cresce e inizia a frequentare la scuola. Ora qua ci siamo dimenticati di dire una cosa, che in realtà è molto strano: questo libro è scritto da una scimmietta, dall'alter ego suo. Esatto, questa scimmietta che vive sulla sua spalla...
...che gli dice praticamente sempre cosa fare. È anche bello. Quindi questo libro è scritto dalla scimmietta, quindi è scritto praticamente in terza persona. Però è molto bello.
03 "Studiare È Importante, Forse Più di Ogni Altra Cosa al Mondo"
Quindi Oscar inizia a frequentare la scuola e fa una riflessione molto importante sullo studio, e scrive: "Studiare è importante, forse più di ogni altra cosa al mondo. È l'attività che distingue gli umani dagli animali, per il piacere di sapere. Le persone migliori sono quelle che studiano per tutta la propria esistenza, avendo compreso che quel tipo di piacere, a differenza degli altri, cresce con l'età. Il problema è che la maggior parte delle persone lo considera un dovere che costa fatica".
Eppure Oscar, già da piccolo, era un piccolo commerciante. Durante le scuole elementari andava a prendere le merendine all'ingrosso dalla Ferrero e le rivendeva a scuola. E qua scrive: "naturalmente differenziando i prezzi in base alle disponibilità finanziarie delle famiglie".2
Ora chissà se è vero, se la faceva davvero, però... cioè, gli elementari... cioè, non è solo il fatto di... però magari è anche interessante, che cresce essere un bravo imprenditore. Magari non so se si nasce o si diventa, perché comunque è strano che un bambino così cominci già a commerciare le...
04 "Un Amico È Vero Quando Anche Lui Ritiene di Esserlo per Te"
...le merendine. E la cosa interessante è che lui non era proprio un bravo studente, capisce l'importanza di studiare dopo, nel tempo. Però una cosa importante che lui sottolinea molto sono gli amici. Infatti continua a scrivere: "Avere amici non è obbligatorio, ma è indispensabile per vivere con serenità. È difficile procedere equilibrati in solitudine. Anche se hai un buon rapporto con te stesso, la consapevolezza di poter contare su qualche amico vero ti tranquillizza: sai che c'è qualcuno che cammina con te". Ora, secondo me non devono essere per forza solo amici, può essere qualsiasi altra persona.
E poi scrive cosa intendiamo per amico vero, cioè cosa intendiamo, e scrive: "Un amico è vero quando anche lui ritiene di esserlo per te. Nella vita puoi trovare amici di vari livelli, partendo da quelli che hai conosciuto nelle vacanze dell'anno prima o che continui a frequentare con piacere. Poi, man mano che l'asticella sale, arrivi a un certo punto dove più in alto non si può andare: sono gli amici che ti sei fatto da bambino e che dopo 50 e passa anni continui a frequentare e ad amare". Oppure anche amici che tu ti sei fatto con l'età, ma che continuano comunque a far parte della tua vita.
05 "Tu che Hai Studiato, Occupati di sta Roba Qui": il Primo Giorno in Unieuro
Arriviamo intorno alla fine degli anni Sessanta. Oscar si iscrive all'università, ovviamente di Torino, e si iscrive a economia e commercio. Ed è qui però che troviamo qualcosa, un fattore che accomuna molti imprenditori che abbiamo studiato. C'è il fatto che lui sì, si era iscritto a economia e commercio, però racconta che forse sarebbe stato meglio scegliere filosofia. Quindi come abbiamo visto con Marchionne e con Brunello Cucinelli. Ormai era lì, e quindi aveva deciso di arrabattarsi come al solito. Però qua siamo nel periodo delle Brigate Rosse.
Anni di piombo, quindi un periodo molto tosto. E la cosa interessante è che nello stesso tempo c'era Giorgio Armani, che aveva 41 anni, e lui in quell'epoca degli anni di piombo, quando Oscar aveva 24, 25, 6 anni più o meno, lancia la Giorgio Armani. È interessante come le varie strade diverse di varie persone.3
Esatto, perché nell'episodio di Armani abbiamo spiegato che lui inizia la sua impresa, poi arrivano gli anni di piombo e deve cambiare tutto, e quindi lui inizia a capire cosa davvero le persone avevano bisogno, inizia a produrre con il suo stile, ed è successo.
Bene, quindi finisce l'università, ed è qui che iniziamo a parlare di Unieuro. Però Unieuro allora non era per niente come lo conosciamo noi oggi. Perché lui torna a casa e suo padre gli dice: "Bene, tu che hai studiato, occupati di sta roba qui". Ed è così che appunto il comandante Paolo, quindi il padre di Oscar, lo accoglie il suo primo giorno in azienda, che era lunedì 9 gennaio 1978, in Unieuro. Quindi il nome Unieuro l'aveva concepito suo padre.
E che cos'era "sta roba qui"? Quella roba qui era un piccolo reparto di elettrodomestici, un angolo di 40 metri quadri al massimo, in posizione defilata dell'Unieuro Market, dove erano ammassati tutti i prodotti con spina. Quindi presi lì, buttati lì, dove non veniva data molta importanza.
06 Perché Unieuro si Chiama Così (e Perché Nasce dal Caffè)
Però Unieuro, ti ricordi che è collegato a un'altra compagnia del papà? Unieuro non parte come una compagnia di elettrodomestici.
Del caffè, no?
Del caffè, esatto. Quindi il papà faceva la pasta, e qua scrive: "Ad Alba, nel grande cortile della Maddalena in centro, si teneva la più grande festa annuale del tartufo. La città sarebbe poi davvero diventata la capitale mondiale del tartufo bianco. Oscar aveva convinto suo padre a noleggiare uno stand per promuovere il Caffè Incantato".
Quindi da qualche anno, infatti, il mestiere di famiglia si era spostato dalla pasta al caffè. Il papà Paolo pensava che sulla pasta i margini si stessero assottigliando, mentre per il caffè esisteva un mercato nuovo destinato a crescere e con buone opportunità di profitto. Quando va a registrare la nuova società, il papà sceglie il nome Unieuro: quindi sulle confezioni ci sarebbe stato scritto Caffè Incantato, ma voleva che si capisse che il prodotto veniva da uno che credeva nell'Europa unita. Quindi poi comincia a lavorare per il papà, e siamo nel 1978.4
07 Il Papà si Riempì di Debiti e in Dieci Anni Ci Riuscì
Però il salto di qualità, diciamo, il grande passo che fa il padre di Oscar è quando in Francia vide i primi ipermercati, che non solo avevano il cibo ma avevano un po' tutto quanto, e quindi capisce che rappresentavano il futuro. E nel '73, appunto, individua questo prato tra Alba e Asti, e l'idea era quella di creare il primo ipermercato lì.5
Esatto, perché in Italia non esistevano gli ipermercati: il primo ipermercato era Carrefour, che apre nel 1963 vicino a Parigi. E quindi qua scrive: "Nel 1973 il papà individua un vasto prato vicino alla statale che univa Alba ad Asti e lo acquista, con l'idea di costruirci appena possibile un ipermercato da 5.000 metri quadrati. L'obiettivo era attrarre sia il bacino di Alba sia quello di Asti", 200.000 abitanti all'incirca. Questa qua è bellissima, questa frase l'ho sottolineata: "Si riempì di debiti e ci mise un decennio", dieci anni.
"Ma alla fine ci riuscì". Ma alla fine ci riuscì. E nel 1976 aprì un supermercato di 1.500 metri quadrati, l'Unieuro Market.
È in questo contesto che Oscar comincia a lavorare con lui. E qua scrive: "la speranza che ce l'avrebbero fatta". Oscar comprese subito che era la principale abilità che un imprenditore deve sapere esibire.
E infatti scrive: "Dopo aver ideato un progetto al passo con i tempi, poi devi saper creare l'ambiente giusto che lo faccia funzionare. Senza armonia non vai da nessuna parte. Puoi avere tra le mani il programma migliore del mondo, ma se non c'è stima, capacità di giungere a compromessi, trasparenza e tolleranza tra chi concorre a realizzarlo, il programma lo canni". Però è qua che Oscar inizia a farsi appunto le ossa, perché inizia appunto a gestire un piccolo spazio diretto, a relazionarsi con i clienti.
Perché gestisce un piccolo spazio di elettrodomestici, ricordiamo questo.
08 Quando Oscar si Innamora degli Elettrodomestici
E però la vendita di quel piccolo buco di 40 metri quadri sui 1.500 iniziava a ingranare e a vendere sempre di più. E va a finire che Oscar si innamora perdutamente di quei marchingegni che toglievano la fatica in casa, e quindi capisce che questo passaggio degli elettrodomestici non era solo passeggero, ma col passaggio del tempo avrebbe profondamente influenzato le vite di tutti quanti.
E scrive: "La mattina presto scaricava il camion del grossista, durante la giornata esponeva e vendeva, e la sera andava a consegnare e installare a casa dei clienti". Oscar a questo punto, a 24 anni, arriva una piccola parentesi, che è il servizio militare, la naia, va a farla a Fossano. Però non era molto contento di andare a fare il militare, perché aveva un'idea molto contro l'esercito. Perché scrive: "La filosofia di base dell'esercito risiede nel rispetto degli ordini in quanto emananti da una persona di grado superiore. Non si contemplava minimamente il senso: eri obbligato a fare quella cosa perché te l'aveva ordinata semplicemente uno che contava più di te". Ed è interessante come...
...due persone diverse possono amare due cose diverse. Oscar odia quell'ambiente, invece Luca Parmitano amava quell'ambiente. È veramente incredibile.
Sì, Parmitano scriveva che è stata proprio l'accademia a insegnargli la disciplina, il rispetto, il rigore. È incredibile.
Eppure due grandi persone che hanno fatto cose completamente diverse.
Però questa parentesi è bella, perché Oscar scrive che non aveva niente di entrate, poco meno di 1.000 lire al giorno pagate dalla caserma, però aveva una moglie, era sposato. E sua moglie faceva la supplente di matematica alle medie di Alba e guadagnava di più facendo la supplente che lavorando in Unieuro. E Oscar scrive: "Mi sentivo mantenuto, mi sentivo in colpa per non poter concorrere alle spese familiari". Però pian piano tutto inizia a cambiare, perché finisce la naia e continua a lavorare. Arriviamo agli anni '80.
09 Perché il Non-Food Va all'Ingresso, non in Fondo
Quindi ora il papà e Oscar stanno pianificando l'ipermercato, quindi come costruirlo, cosa mettere prima e cosa dopo. E qui Oscar fa al papà un ragionamento sull'esposizione del negozio. Sul layout. Esatto, e scrive: "Senti papà, la gente verrà per il cibo, è naturale. Lo comprano tutte le settimane, la parte più importante della spesa familiare, e da noi occuperà due terzi dello spazio. Ma secondo me, prima di arrivare al reparto alimentare, i clienti devono transitare tra elettrodomestici, ferramenta, cancelleria e casalinghi".
"Così scappa di sicuro qualche acquisto d'impulso, mentre hanno ancora la mente sgombra dalla lista della spesa. Se metti il non-food in fondo, lo oltrepasseranno senza guardarlo: staranno stanchi, col carrello zeppo, magari con prodotti freschi che non vedono l'ora di mettere in frigo. Noi abbiamo bisogno di vendere il non-food, su cui il margine è molto maggiore. Se lo mettiamo in fondo, ce lo scordiamo". Quindi questa è l'idea di come strutturare l'ipermercato.
10 Quando le Banche Chiedono il 25% di Interessi
E poi arriva il grande problema, ovvero che nel 1979 ci sono gli interessi bancari sui prestiti e mutui che schizzano al 15%, e nel 1980 superano il 20% con punte del 25%. Quindi, in poche parole, ogni anno dovevi restituire un quarto dei soldi ricevuti mentre il debito restava lì. E qua scrive che oggi con percentuali del genere andresti dritto in galera per usura, ma allora c'era l'inflazione e si usava così. Quindi Unieuro va in crisi: il conto economico non era male, perché comunque vendevano, ma i livelli di interesse erano troppo alti.6
Ed è bello perché scrive: "Incominciavamo a stare bene dopo le 5 del pomeriggio, quando le banche chiudevano e la smettevano di telefonarci per il rientro. Il massimo della gioia era il venerdì alle 5, perché non avrebbero sentito le banche per tutto il weekend". Quindi nei primi tre anni in cui Oscar lavora al fianco del padre, cioè, ha davvero dell'incredibile, perché non solo Unieuro in un periodo di crisi si salva da quel periodo di crisi, e nel frattempo si coronò il sogno del comandante, cioè l'ipermercato.
Per 3 anni Oscar non andò mai in vacanza e lavorò 7 giorni alla settimana. Grazie al controllo degli sprechi, all'incremento delle vendite e alla fiducia dei fornitori, finalmente cessarono le telefonate delle banche per intimare i rientri. Tant'è che appunto il comandante ottenne nuovi finanziamenti per ampliare ancora di più il capannone e ingrandire ancora di più l'ipermercato.
Quindi quando aprono finalmente questo ipermercato, quello di 5.000 metri quadrati, nel novembre del 1983, incassano 136 milioni di lire, mai visti tanti soldi in vita loro. Scrive: "Nel giro di una settimana i conti correnti di Unieuro, dopo tanto tempo, tornarono a colorarsi di nero, e non arrossirono mai più. Aveva ragione il comandante: un ipermercato da 4.500 metri quadri era tutta un'altra cosa. Il 1983 fu un anno strepitoso".
La cosa che mi viene in mente ora: che per quel decennio il papà aveva ragione, ma ora i mercati stanno calando, perché ci sono i discount, c'è il puoi comprare online, e quindi per quel decennio aveva ragione. Però ora è tutta un'altra storia, il mercato è completamente cambiato.
11 Cosa Arriva a 500 Metri dall'Ipermercato: i Magazzini AZ
Però come abbiamo visto in molte storie, ci sono momenti positivi in cui sembra che tutto va benissimo, e poi arriva un'altra mazzata. E questa mazzata arriva nell'ottobre del 1984, quindi dopo che hanno risolto la crisi dei tassi di interesse: a 500 metri dall'ipermercato di Oscar arriva un altro, un concorrente, e si chiama Magazzini AZ. Io non l'ho mai sentito. Neanch'io. Era grande, quasi come l'Unieuro, ma senza cibo, solo elettrodomestici e mobili, casalinghi, comunque quello che...
...Oscar era più focalizzato. E scrive: "Dove Oscar esponeva 30 televisori, loro ne avevano dieci volte tanti, e lo stesso per lavatrici e lavastoviglie. Ma la cosa più spaventosa", quello che lo mandò in panico, "è che offrivano al pubblico i prezzi che lui pagava ai fornitori, a volte anche più bassi". Quindi Oscar torna in ufficio tutto impazzito, preoccupato.
E la prima cosa che gli viene in mente è mandare qualcuno nel Magazzino AZ a fare un po' la spia, a vedere com'è la situazione. Quindi si rende conto di quello che hai detto tu, che se lui aveva 30 televisori loro ne avevano 300, esponevano in anteprima il Commodore 64, tutte cose nuove. Quindi torna in ufficio e inizia a strappare tutti i cartelloni, a impazzire.
E scrive: "Poi corse nel suo ufficio, nel suo piccolo ufficio, e si prese la testa tra le mani. Che fare?
12 "E Tu, che Hai Fatto Quando ti Sei Trovato nella Merda?"
Qualche giorno prima era nato Nicola, il secondo figlio, una felicità immensa, e invece non fece in tempo a gioire, ché gli era piombata addosso questa bestia spaventosa. Si sentiva a morire". Accorse in suo soccorso [?] anche il padre, perché poteva essere la fine di Unieuro, e lui dice al padre...
"E tu, che hai fatto quando ti sei trovato nella merda?"
"Ti sei mica arreso?" Sì, e poi dice ai soci: "Datemi [?] qualche mese, sarà una guerra, Davide contro Golia".
E il papà gli dice: "Bravo, andiamo in guerra, gliela faremo vedere a quel bestione, ho già pronta la fionda". E Oscar però, lui scrive che finse il coraggio, perché aveva davvero paura e aveva solo voglia di piangere.
Quindi che cosa fa ora Oscar? Bene, vediamo un po'. La prima mossa di Oscar è mettere lo stesso prezzo su tutti i prodotti comuni. Anche se ci avrebbe rimesso, la prima mossa? Anche a margine 0 o sotto 0, almeno nessuno avrebbe potuto dire che Unieuro era più caro. La seconda era presidiare il reparto, cercando di spostare chi si informava verso i prodotti che aveva solo lui, quindi che aveva un po' di vantaggio, cioè Ariston, e altri marchi che non l'avevano tradito rifornendo il concorrente, su cui ci poteva guadagnare un pochettino.
E la terza è convocare tutti i fornitori per chiedere delle spiegazioni. E qua c'è la cosa interessante: che capisce ora perché si era montato un po' la testa, lo scopre adesso, lo scopre, scopre, capisce quanta strada deve ancora fare per diventare un buon commerciante. Scopre che i fornitori lo fottevano, e da anni, applicandogli listini da piccolo negozio, mentre l'altro, quindi il Magazzino AZ, comprava su listini da grossista.
Però lui riconosce, mea culpa, sono un pirla, e però ottiene un risarcimento, cambia fornitori, quindi riparte. E qua scrive: "Doveva prendersela con se stesso invece che con i fornitori. Suo padre glielo aveva sempre detto: sul prezzo d'acquisto non c'è mai il fondo". E questa è una frase che lui applica anche nel futuro. Quindi all'inizio le vendite sono un disastro, meno 60 per cento.
Poi però, secondo me, è meno 30, poi meno 10, e pian piano le mosse di difesa di Oscar avevano retto l'urto. E quindi smette di rincorrere solo il prezzo e inizia a caricare i prodotti di vantaggi. Quindi, che ne so, garanzia prolungata, rate scontate, consegna e installazione gratis, mostrandosi appunto più affidabile rispetto ai Magazzini AZ.
E le vendite continuano a salire, quindi ormai gli elettrodomestici erano a più del 25% del fatturato di Unieuro.
Però la cosa interessante è che lui pensava in realtà molto peggio, perché quei Magazzini AZ sì, erano un concorrente, però avevano portato ancora più gente a Castagnito, che andavano di conseguenza anche all'Unieuro.
13 La Finta Guerra: Tre Anni di Concorrenza Simulata
E poi cosa succede? Il CEO di Magazzini AZ, che si chiamava Carlo Salvetto, arriva alla resa, chiese un incontro. E Oscar pensava: "Ok, magari, non so, magari vuole cessare il fuoco". E invece aveva deciso di vendere. Prima di proporlo al migliore offerente informava Oscar, nel caso lui lo avesse voluto comprare.
Però in realtà tecnicamente l'unico acquirente possibile era in realtà Unieuro. E quindi alla fine lo compra per 100 milioni. E qua è interessante, questo è davvero interessante, perché lui lo compra per 100 milioni, i Magazzini AZ, però crea un'altra società che chiama appunto Magazzini AZ, e non voleva che avessero lo stesso nome e diventasse Unieuro.
Perché lui scrive: "Volevo gestire la finta concorrenza". E scrive: "Per tre anni i due punti vendita convissero facendosi una finta guerra molto suggestiva", perché risultava combattimento fino all'ultimo sangue per i clienti e armonia assoluta per Oscar. Perché cosa succedeva? Che magari i clienti andavano da Unieuro, da lui, a lui aveva tot prezzo, comunque gli offriva il prodotto, allora non piaceva, andavano da Magazzini AZ e compravano. Però non sapevano che era anche Magazzini AZ, era di Oscar, quindi lui ci guadagnava lo stesso. E magari lo faceva proprio apposta, alzare magari i prezzi un po' di più da una parte per costringere i clienti ad andare dall'altra parte e a comprare.
Quindi dopo l'acquisizione dei Magazzini AZ e il successo dell'integrazione, Oscar aveva già raggiunto una posizione di rilievo in azienda. Gli elettrodomestici erano ormai vicini al 50% del fatturato, e gli vennero intestate parecchie quote e fu nominato amministratore delegato alla pari dei suoi soci.
14 "Il Successo mi Annoia"
E qua scrive la scimmietta di Oscar. Scrive: "Fu allora che si notarono in lui le prime avvisaglie di un certo compiacimento, e insieme qualche segno di rilassatezza. Per carità, si era sbattuto tanto e ora si godeva i risultati". E la scimmietta dice: "Io no. Il giorno dopo aver ottenuto un successo me ne sono già dimenticato, di più, il successo mi annoia. Per me il godimento sta tutto nella fase del rischio, mentre il momento dell'affermazione l'ho sempre vissuto come la fine dei giochi".
E questo risponde un po' alla domanda che hai fatto tu prima, cioè: sei innamorato degli elettrodomestici o sei innamorato del fatto di costruire? Quindi a lui piace questa cosa del rischio, di creare qualcosa di nuovo e vedere se riesce a portarlo alle stelle. È proprio per questo che non si accontenta.
Siamo intorno agli anni '90, va dal papà e gli dice: "Papà, secondo me dobbiamo vendere l'ipermercato e l'altra frazione del caffè per concentrarci esclusivamente sugli elettrodomestici". E il papà gli risponde: "Ora tu sei tutto preso dall'elettronica, sostieni che cambierà il mondo, può darsi, ti lascio fare, ma il cibo rimarrà per sempre il prodotto più importante in commercio. Possiamo vivere senza i tuoi videoregistratori, ma se non mangiamo siamo morti. E ricordati che quando arriveranno crisi economiche o calamità, l'ultimo settore a soffrire sarà quello degli alimentari".
E qua scrive, Oscar aveva già la risposta pronta, perché il padre gli aveva insegnato una regola: "Quando vieni da me con un problema, portami anche la tua idea di soluzione". Perché lui aveva già cercato tutti gli acquirenti per l'ipermercato. Quindi cosa succede?
Che alla fine lo vende? Sì. Oscar ha 35 anni. Ha una moglie, Graziella, un figlio, che è di nuovo incinta, e lui lo descrive come uno dei periodi più belli della sua vita, anche perché questo è davvero bello. Oscar scrive: "La vita è un film a lieto fine. Il comandante, cresciuto in un'infanzia poverissima, di viveri razionati, a 67 anni poteva finalmente tirare il fiato. Un lieto fine, papà, te lo sei meritato".
E questo è ancora più interessante, perché, come hai detto tu, Oscar era diventato CEO, amministratore delegato, però comunque aveva delle quote dell'azienda, che gli aveva intestato il suo padre, e a 35 anni Oscar si poteva dire miliardario, di lire.
Quindi cosa fa? Con metà della cifra si compra questa casa bellissima a Novello, la ristruttura, e l'altra metà la mise a disposizione della nuova azienda di elettrodomestici che stava creando. Quindi il primo vero Unieuro parte dentro il Magazzino AZ, il loro ex ipermercato, più 4 società partecipate al 50% con altre persone che gestivano 6 negozi specializzati a marchio Unieuro. In tutto una quarantina di miliardi di fatturato, naturalmente in lire.
Venne naturale nominare Oscar amministratore delegato, perché era capace di tenere tutte queste persone insieme. Nei 12 anni successivi, fino all'epilogo del 2002, Unieuro sarebbe stato un meraviglioso, lo chiama, guazzabuglio, in continua espansione, destinato ad affermarsi tra le principali realtà italiane.
E qua scrive: a Torino Oscar scoprì una cosa, dove c'era una maggiore concentrazione di abitanti, anche in presenza di una concorrenza più vasta e di costi d'apertura maggiori, esistevano prospettive d'affari migliori e clienti più rapidi negli acquisti. E questo, ho pensato, è per questo che in una strada ci sono 30.000 gelaterie [?], per questo motivo?
15 Il Salto di Qualità: Oscar Entra nella GRE
Proprio perché, appunto, sta crescendo, Oscar entra in un gruppo di acquisto. Questo è importante, perché questo gli fa fare il salto di qualità, che è la GRE. Quindi la GRE era un gruppo formato da 25 elettrodomesticari provenienti da tutta Italia, che erano praticamente, erano privi di propri luoghi, di punti vendita, però acquistavano quantità di prodotti per rivenderli ai negozi al dettaglio. Quindi non avevano i loro punti vendita, ma compravano e rivendevano.7
Perché lo fa decollare, secondo te?
Cosa?
Perché lo fa decollare questa cosa qua?
Perché inizia ad avere molte connessioni e...
Sì, secondo me il libro dice due cose in due capitoli diversi, io ho provato a collegarle. Ti ricordi nel capitolo di Salvetto, di Magazzini AZ, dove Oscar veniva trattato dai fornitori come un piccolo negozio, quindi comprava al listino più caro? Con la GRE, quindi Grossisti Riuniti Elettrodomestici, compra con volumi sommati di 25 operatori, e quindi di colpo ottiene i prezzi d'acquisto molto più bassi.
Quindi, secondo me vuol dire proprio questo: quindi sparisce il tetto dello svantaggio di costo del piccolo compratore, e finalmente riesce a comprare bene e quindi avere più, più margini. Quindi a un certo punto Unieuro conta più di 20 negozi. Il fatturato vola oltre i 10 miliardi, e il meraviglioso guazzabuglio di soci superava la dozzina. E a Oscar piaceva avere tanti soci, era il modo più rapido per crescere, e farlo in branco era fantastico.
16 Come Comprare un'Azienda che non Puoi Permetterti
Poi arriviamo all'inizio degli anni 2000, a fine anni '90, e questo è davvero il salto di qualità, c'è proprio davvero un turning point della nostra storia, perché questo è incredibile: la Rinascente. Cioè, quando pensi alla Rinascente pensi ai vestiti, ai profumi, a quelle robe lì, e non penseresti mai all'elettronica, giusto? Bene, la Rinascente tra il '94 e il '97 aveva messo in vendita Trony.
Quindi i negozi e il marchio.
Esatto. Perché? Perché si erano resi conto che non erano molto bravi con gli elettrodomestici, che non riuscivano ad avere buon margine con quei prodotti. Quindi, in soldoni, occorreva sganciare 6 miliardi per i negozi e le merci, più 600 milioni per il marchio. Però Unieuro iniziava a stare bene, era abbastanza solido. Ma la cifra era troppo alta. Era troppo, era davvero too much.
Quindi Oscar cosa fa? Si inventa un percorso.
Perché tecnicamente l'affare è comprare l'intero gruppo Trony. Quindi Oscar appunto si inventa questo percorso, che è: dei sei negozi Trony in totale, due erano in Piemonte, due in Lombardia, uno in Veneto e uno in Campania. Quindi l'idea era convincere tutti i soci della GRE, o magari alcuni, quindi provenienti da tutte le regioni, di comprarsi i loro rispettivi negozi Trony, punti vendita. Anche perché ricordiamo, loro non avevano punti vendita, perché compravano e rivendevano.
Quindi arriviamo al momento della vendita. Il problema è che molti erano interessati all'acquisto di Trony, quindi c'erano molte offerte insieme.
Nel frattempo però lui aveva già convinto alcuni del gruppo a partecipare al compramento.
Lui sapeva che era andato all'incontro con Garbolino, che era appunto responsabile della vendita del gruppo Trony, e sapeva che si poteva presentare la sua offerta, il suo piano, ma sapeva che c'erano tantissime altre offerte. Quindi cosa fa? Gli disse, a Garbolino: "Senta, mio padre mi ha insegnato che quando si compra si paga, quindi le faccio un assegno".
Perché prima cosa succede? Devi firmare un preliminare e poi il CDA decide.
Analizza, proprio perché ci sono tante offerte.
Esatto, però lui pensa in anticipo e fa quello che ha detto a te. Però può farlo proprio perché ha già convinto. Esatto. Quindi spiega, cosa fa? Che interessante.
Quindi va lì e gli va dritto con l'assegno. Da 6 miliardi e 600 milioni di lire.
Mai aveva scritto un numero simile in vita sua.
Quindi è anche appunto grazie al gruppo di acquisto della GRE che lui riesce a comprare Trony.
Quindi questo è anche un vantaggio, per questo gli fa anche fare il salto di qualità. Quindi cosa succede? Questo non c'è scritto, secondo me c'è scritto. Poi torna alla GRE, si presenta col marchio Trony e dice: "Ok, ora cosa facciamo? Mettiamo il marchio Trony su tutti i nostri negozi e facciamo la prima catena italiana specializzata, e la pubblicizziamo in TV".
Perché?
17 Perché in Italia non C'Era un Numero Uno
Perché se guardi l'Europa, in tutti i paesi tranne l'Italia c'è un'unica azienda che si afferma come la numero uno. In Inghilterra c'è la Dixons, in Francia c'è Darty, in Germania c'è MediaMarkt. Che in Italia si chiama MediaWorld. Esatto.8
Però lui scrive: "Qua in Italia siamo vittime della nostra mentalità provinciale. Esiste una comune e fottuta paura di mettere il naso fuori dai propri territori. Oggi sono io il più aggressivo, ma da solo ci metterei troppo tempo. Intanto i tedeschi avanzano: tra non molto sfonderanno la Linea Gotica, anche se dalla parte opposta".
Lui ha alcuni soci GRE che si prendono alcuni negozi, però alcuni di questi soci che hanno il gruppo Trony, che hanno alcuni negozi Trony, poi falliscono. Perché? Perché lui decide di mettere sulla cartellonistica [?] il nome Trony gigante, e sotto piccolino scrivere "gruppo Unieuro". Perché quel "Trony, non ci sono paragoni" era già martellante in televisione, mentre invece alcuni suoi soci al meridione fanno il contrario, scrivono grande il loro nome e piccolino i Trony.
La cosa interessante è che il direttore della GRE, Renato Piccini, lo convince a cedere il marchio Trony alla GRE. Tu ricordi questo? Sì, che lui in realtà il marchio non è suo, lo compra, ma poi lo cede alla GRE a una cifra inferiore a quella che aveva pagata, in cambio di ottenere il diritto di aprire i negozi Trony ovunque in tutta Italia, non nella sua regione. E quindi lui vende, si compra un marchio Trony, vende il marchio Trony a meno per aprire tantissimi negozi Trony.
Però il punto è che proprio perché gli altri sbagliano la strategia, poi in realtà sarà lui a rappresentare il marchio Trony. Infatti scrive: "Succede a molti imprenditori di innamorarsi troppo del proprio nome, e questo a volte è un grandissimo limite". Quindi lui inizia a crescere, inizia ad aprire appunto molti Trony.
E nel 1999 ci sono 60 Trony, il fatturato si avvicina ai 500 miliardi.
18 Come Nasce l'Idea di Eataly: Slow Food, il KaDeWe e il Gran Bazar
Ed è qui però che pian piano la nostra storia inizia a cambiare faccia, perché pian piano ci stiamo avvicinando alla fine di Unieuro e alla nascita di Eataly. Perché grazie appunto a Unieuro, a Trony in questo caso, inizia a viaggiare per la penisola per aprire molti punti vendita, e a lui piace mangiare, piace bere, quindi inizia a svolgere molte attività culinarie in giro per l'Italia. E pian piano inizia ad avere questa piccola idea di Eataly, però è ancora molto primordiale.
E scrive: "Tre anni prima ero stato al Salone del Gusto di Slow Food a Torino", anche questa è una storia bellissima secondo me, anche secondo me la faremo poi nei prossimi episodi, "una novità assoluta, ed io ero rimasto sbalordito. Ma perché una cosa così dura solo pochi giorni?". Ogni anno poi pranzava al piano del cibo del KaDeWe di Berlino e impazziva per quella forma bellissima di abbinamento tra mercato e ristorazione, quindi l'idea in sé c'era già. Poi c'era stata la grande visita al Gran Bazar di Istanbul, quella miracolosa sopravvivenza di un commercio antico.9
E quindi in quel momento si mischia tutto, anche perché lui scrive che col passare del tempo si stava un po' annoiando e vedeva anche i margini...
...crollare.
Crollare. E quindi magari comincia a pensare: magari faccio qualcos'altro.
È quello che dice prima, che ha voglia del privilegio del rischio, poi quando arriva ovviamente non è più la stessa emozione.
Infatti scrive: "Aggiungete due fattori, anch'essi collegati". Qua sempre la scimmietta sta parlando. "Oscar era molto preoccupato per la caduta dei margini sui nuovi prodotti di elettronica, e aveva intuito che i suoi figli immaginavano di lavorare con lui nel prossimo futuro. Nel luglio del 1999 tutti questi elementi messi insieme suggerirono che stava arrivando il momento di cambiare mestiere, di inventarsene uno nuovo. La forma era ancora embrionale, ma sul settore c'erano pochi dubbi. Il cibo".
La cosa interessante qua? Che lui si inventa un nuovo mestiere. Cioè, è incredibile, cioè per me è veramente interessante, cioè dal niente si crea un qualcosa di nuovo che non esisteva prima.
19 "Voglio che le Lavatrici Lavino"
Però prima di tutto questo, quando l'ho letto mi sono scassato, prima di tutto questo arriva l'ultimo Trony, e l'ultimo Trony è a Roma. Questa storia è incredibile. Allora, prima di tutto, un po' come gli Ikea, non sono nel centro della città, sono in periferia, molte delle volte vicino alla tangenziale. Esattamente quello che lui fa a Roma, lo fa vicino al Grande Raccordo Anulare. E appunto lui voleva davvero, con questo ultimo Trony, battere ogni frontiera, sfondare ogni confine, ogni limite, e fare un allestimento, una cartellonistica che si poteva definire tale.
E scrive: "Realizzeremo il primo negozio al mondo dove tutti gli elettrodomestici saranno vivi. Voglio che le lavatrici lavino, che i frigoriferi refrigerino, che le cucine cucinino, che i ferri da stiro stirino, che gli aspirapolveri aspirino, capito? Tutto ciò che è esposto nell'area di vendita deve essere funzionante. Voglio che i nostri clienti provino l'esperienza prima ancora di comprare".
E difatti l'apertura, nel dicembre del 1999, è folle, un delirio totale. Ed è per questo che solo dopo tre giorni dall'apertura arriva la questura di Roma e mette i sigilli al Trony. Perché cosa succede? Succede che è un casino totale, perché di nuovo il marketing è fenomenale. Il raccordo di Roma è pieno verso l'uscita per entrare nel Trony, e le persone bloccano, lasciano la macchina in tangenziale per uscire a piedi per andare a comprare nel Trony.
E questo, questo è ancora più pazzo, perché scrive: "Uno speaker radio all'interno del Trony, ben istruito da Oscar, ogni tanto partiva e diceva: signori, correte nel reparto forni a microonde, per il prossimo quarto d'ora sconto straordinario del 20%", quindi tutti in massa correvano verso il reparto. Scrive: "Quello non era un negozio, era una festa, era un immenso, meraviglioso casino". Esattamente quello che voleva lui.
Però appunto glielo chiudono per un tot di periodo, anche perché non ha la licenza. Fatto sta che lui voleva aprirlo per Natale, e alla fine lo apre per Pasqua. Però comunque il primo anno il suo mega Trony di Roma incassa 102 miliardi. Bene, stiamo arrivando verso la fine di questo capitolo, e ora Oscar ha in mente un'altra cosa.
20 Le Tre Mosse per Uscire dalla GRE e Vendere Unieuro
Vuole vendere Trony e creare l'Unieuro, cioè andare avanti l'ultima... Interessante come prima compra Trony, mette sui negozi Trony, e poi vuole vendere Trony. Perché vuole fare questo?
Perché, a quanto ho capito, si era rotto di avere un marchio condiviso e ne voleva uno suo?
Sì, ma anche perché, da quello che ho capito, mi piacerebbe anche chiedere a Oscar, è che ora i suoi negozi, quindi Unieuro, ok chiamiamolo Trony, ma comunque parte di Unieuro, erano i più profittevoli d'Italia. Quindi ora era lui a tirare il gruppo. Non gli conveniva più stare... Esatto, non gli conveniva, perché se una grande azienda come la Dixons arriva in Italia e vuole comprare Unieuro, è meglio che compra Unieuro da solo, che il marchio Trony che è condiviso con tutti gli altri piccoli negozi, che sono niente in confronto alla potenza che ora era diventata Unieuro.
Quindi?
E quindi qua scrive, quindi, pensa a tre mosse. La prima era uscire dal gruppo d'acquisto, quindi dalla GRE. E scrive: "Ormai il fatturato di Unieuro era vicino alla metà di tutta la GRE. Le altre 24 aziende apparivano molto come piccole, locali, rispetto al colosso piemontese, e aveva ormai esigenze molto diverse". Oscar voleva farlo in armonia, dunque avrebbe dovuto rinunciare al marchio Trony, che pur avendolo portato lui, ora apparteneva ai Grossisti Riuniti.
Poi, la mossa numero 2: rilanciare Unieuro come marchio nazionale. Cambiare tutte le insegne, perché, è interessante, un futuro compratore non avrebbe gradito un marchio condiviso, né avrebbe avuto bisogno di appartenere a un gruppo d'acquisto.
Ma la cosa interessante è che, cioè, le relazioni veramente costruiscono il mondo. Lui riesce a fare questo salto di qualità, secondo me, da quello che ho capito, grazie ai grossisti. Perché coi grossisti si prende i prezzi migliori, ha margini ulteriori. Coi grossisti ha la possibilità di comprare Trony, perché lui non poteva comprare da solo Trony, quindi i vari soci comprano Trony, vende Trony ai grossisti, e poi riesce a mettere Trony su tutti i vari negozi, tutti questi grossisti, anche i piccoli negozi.
Il fatturato cresce, lui ci crede più su Trony che altre persone. Trony, che fa parte di Unieuro, diventa grandissimo, quindi il fatturato è superiore a tutti gli altri negozi Trony. E ora pensa: ok, magari voglio fare qualcos'altro, devo vendere, però un compratore non avrebbe gradito un marchio che era condiviso, ma un marchio che apparteneva a solo una persona.
E di conseguenza ora fa il prossimo passo, che è la mossa numero tre: trovare un compratore.
Esatto, quindi togliersi dal gruppo Trony, riprendersi il proprio marchio, e poi trovare il compratore.
21 "Gianni, l'Ottimismo È il Profumo della Vita"
Bene. Ora arriva di nuovo la parte più importante per Oscar, però comunque che è davvero più importante, cioè il marketing. Quindi lui deve staccarsi da Trony, che è sempre quel "Trony, non ci sono paragoni" che è martellante in televisione. Deve staccarsi e creare un nuovo tormentone.
Quindi il primo passo è lo spot in TV di Unieuro, che lo scrive con la U grande e la E grande per richiamare ancora di più l'unicità di Unieuro. E scrive: se vuoi creare un forte impatto al primo colpo devi assumere un testimonial molto conosciuto e amato, tipo Raffaella Carrà o Pippo Baudo, ma costa tantissimi soldi. E quello che riesce a individuare è Tonino Guerra.10
Sì, che ha scritto con Fellini i vari film. Comunque è bello che in realtà neanche lui poteva permetterselo, però gli rompe così tanto le scatole, gli suona così tanto il campanello ogni giorno, finché non lo convince. E scrive: Oscar ha preso una stanza in una pensione del paesino dove abitava Tonino, e andò ogni giorno a suonargli il campanello, finché non lo convince.
Leggo questo perché magari non lo mettiamo. Perché Tonino gli risponde: "Mi concedo a te come una puttana al suo cliente, tuttavia mi piace questa voglia che hai di mettere un po' di poesia vicino al tuo mestiere da lurido mercante". Perché l'idea era quella di parlare dell'ottimismo.
Quindi lo spot: Tonino parla al telefono con un amico immaginario, Gianni, che è sordo, perché è per quello che urla. E nacque così il tormentone: "Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita". Quindi il marchio Unieuro diventa sdoganato finalmente da Trony. E grazie appunto a Tonino Guerra inizia anche quella pubblicità a essere martellante, perché Oscar spende una miriade di soldi, compra reti ovunque, su Mediaset, su Rai, e pian piano Unieuro col suo spot si riparte.
E quindi chi arriva? Come lui aveva predetto. Arriva Dixons. Arriva Dixons, che era l'azienda, era un gruppo di 1.440 negozi tra Inghilterra, Norvegia, Svezia, Grecia e Ungheria. Ottimi profitti e buone qualità.
E lui pensa: qual è il prezzo, qual è il prezzo di Unieuro? È come a lui piace, sparare proprio cifre altissime, e scrive: "Secondo me Unieuro vale mille miliardi".
22 Quanto Vale un'Azienda? Il Passato, il Presente o il Futuro
E qua scrive: "Stabilire il valore di un'azienda è come usare una videocamera per riprendere una persona in una stanza, oltre un vetro. Puoi mettere a fuoco la vetrata, oppure la persona oltre il vetro, oppure la persona con tutto ciò che le sta attorno".
"Ci sono aziende che valgono per il loro passato. Grande, ma il futuro dovranno inventarlo i compratori. Altre che valgono per il presente, con un banale moltiplicatore dei profitti correnti. Ma esistono anche aziende che valgono per il loro futuro, che partendo da un presente sano e già ben delineato, è facile da portare avanti. Sono queste a valere di più. Noi dobbiamo giustificare il nostro valore fondandolo sul futuro". Questo qua è molto interessante come riflessione.
E quindi il CEO di Dixons, secondo Oscar, non avrebbe dovuto spaventarsi all'idea di cacciare circa 300 milioni di sterline. Eppure, disse: "It's really too much", è troppo. E per il resto del pranzo, perché si incontrano a pranzo, parlò pochissimo. Oscar si era quasi convinto di aver perso l'affare, quando quell'omone celtico [?], prima di salutarsi, annunciò che avrebbe mandato il responsabile dello sviluppo per approfondire, Stephen Carroll.
Quando Stephen arriva in Italia, capì che le aziende inglesi facevano un altro gioco. Per le aziende inglesi quello che contava era il prezzo, i numeri contavano più delle persone, e persino nel valutare le opportunità di sviluppo contavano solo i calcoli sul ritorno dell'investimento, non le prospettive come lui pensava, il futuro e tutte queste cose qua. Quindi cosa succede? La Dixons è convinta a comprare, ad agosto firmano il preliminare, e poi cosa succede? C'è l'11 settembre. E con una breve telefonata Oscar capisce che non si poteva fare a quel prezzo.11
Anche perché c'era una clausola che Dixons poteva usare per ritirarsi in caso di un incidente catastrofico.
E proprio lì arriva l'11 settembre.
Sì.
Pazzesco. Quindi arriva l'11 settembre. E cosa succede? Succede che Stephen rimane in Italia e concorda un passaggio graduale. Perché quello che vogliono loro assicurarsi è che, se loro pagano tutti questi soldi e il mondo crolla, praticamente sono spacciati, quindi vogliono fare dei passaggi graduali.
Quindi cosa succede? Che dopo quattro mesi, a gennaio 2002, gli inglesi entreranno al 20%, a novembre acquisteranno il restante 80%, e poi completando praticamente il cerchio. Ma nel frattempo Unieuro era diventata ancora più forte, con un marchio ancora più grande. L'unica cosa che cambiò è che il numero che Oscar voleva fu molto ma molto più piccolo.
Nel libro non lo scrive, però io l'ho cercato, magari è giusto: Dixons paga circa 368 milioni di euro, quindi 230 milioni di sterline, per Unieuro, che contava oltre 200 negozi. Quindi lui voleva 500 milioni di euro o dollari, comunque convertiti a lire.
Un numero molto più grande.
Un numero molto più grande. Poi ho connesso un'altra cosa che c'è dopo, nella parte di Eataly, però secondo me va qua: è che dopo che vende Unieuro, Oscar ha una bella liquidità, e quindi decide di investire un milione di dollari nella creazione di una scuola di Carlo Petrini, te lo ricordi quella parte lì?
23 "Copiare, non Imitare": la Lezione del Guggenheim
Investe un milione nella prima università al mondo di scienze gastronomiche, a Pollenzo, che è una frazione ai piedi delle Langhe.12
E qua c'è una cosa importante che ho scritto. La scuola era praticamente pensata per formare una nuova schiera di gastronomi, quindi nuovi giovani col cuore nella cultura italiana. E Oscar investe un milione di dollari, ma per gestire una scuola a quei livelli servivano molti più soldi, e quindi anche qua si deve inventare qualcosa.
E che cosa fa? Un giorno va a New York, perché a quel tempo stava aprendo Eataly, lo racconteremo dopo, va al Guggenheim, il museo a New York, e all'ingresso, accanto all'accoglienza, c'è scritto "Global Partners", seguita da un elenco di una cinquantina di multinazionali molto conosciute, Samsung, JP Morgan, Lavazza, e sotto una spiegazione: "Queste sono le società private che ci sostengono, ci danno molti soldi perché credono nell'importanza di offrire il godimento della grande arte all'umanità. Noi cerchiamo di ricambiare impegnandoci a essere sempre più efficienti, ascoltando i loro consigli". E infine una cifra iperbolica di quanto tutte queste compagnie donavano alla Fondazione Solomon Guggenheim.
E ora Oscar ci pensa, e pensa a una cosa che è praticamente il suo credo di tutti. Ti ricordi qual è? Ovvero copiare dai migliori. E qua scrive: "Copiare, non imitare. Copiare per me significa scoprire in un'altra persona o in un altro luogo un'idea di talento che puoi trasferire con successo nel tuo progetto. Copiare l'essenza, adattandola al tuo concetto".
E così praticamente fa. "Global Partners" diventa "Partner Strategici". "Ascoltare i loro consigli" si mutò in "renderli partecipi delle strategie". "Offrire il godimento dell'arte all'umanità" si trasformò in "creare i nuovi gastronomi del terzo millennio".
Bene, il prossimo passo è la nascita di Eataly, però abbiamo deciso di farlo nel prossimo episodio, perché è davvero un'altra storia completamente diversa, piena di cose da studiare, da raccontare, da analizzare.
E vi lasciamo con questa. Lui si trova al mare con sua moglie, gli spunta un invento, un'immagine chiarissima. Sarebbe stato un disegno molto semplice, quindi chiede un foglio bianco. Si era inventato come righello un tomo del codice civile, come compasso una moneta da due euro, e si era messo all'opera.
Bene, grazie mille per essere arrivati alla fine di questo episodio. Ci vediamo prestissimo con la prossima puntata sulla storia di Eataly. Non dimenticatevi che se vi siete incuriositi o avete imparato cose di nuovo, iscrivetevi, commentate, lasciate un like, che ci date una mano immensa.
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