Se non riesci a decidere, chiediti quale scelta ti ripagherà di più in futuro rispetto ad ora. La scelta facile ripaga subito, la scelta migliore ripaga alla fine.
Episodio 7 · 4 marzo 2026 · 1h 23min
Aveva lo 0.07% di Probabilità: Come Samantha Cristoforetti È Diventata Prima Italiana Nello Spazio
Lo 0,07% di probabilità di diventare astronauta: è il numero che Samantha Cristoforetti aveva contro di sé quando nel 2008 si candidò alla selezione ESA. 10.000 candidati, 6 posti. Aveva 31 anni, non abbastanza ore di volo, e un cacciabombardiere AMX da imparare a pilotare. Diario di un’apprendista astronauta è la sua autobiografia.
Il primo step è un questionario online che lei compila con attenzione maniacale. Dei 10.000 ne rimangono 1.000, poi 192, poi 6. Nella selezione di gruppo a Colonia prende l’iniziativa al posto di un gruppo paralizzato, e ne esce convinta di aver rovinato tutto. Due mesi dopo arriva l’e-mail: “Cara candidata astronauta, ho il piacere di congratularmi con te.”
Poi sei anni di addestramento. Tra la centrifuga 8G, le tute pressurizzate sott’acqua e le simulazioni in cui un errore di un grado nell’angolo di rientro significa morire, si sposta tra Houston e la Città delle Stelle vicino a Mosca, dove anche Yuri Gagarin si era allenato. Quando arriva l’assegnazione alla missione 42/43, comincia un conto alla rovescia di 30 mesi.
Quando finalmente parte, il 24 novembre 2014, diventa la prima italiana nello spazio. La frase che ripete spesso ai ragazzi e alle ragazze che incontra è la stessa con cui chiude il libro: “avere un sogno è importante in virtù del cammino, non del traguardo.”
Aveva lo 0.07% di Probabilità: Come Samantha Cristoforetti È Diventata Prima Italiana Nello Spazio
Samantha Cristoforetti
Aveva lo 0.07% di Probabilità: Come Samantha Cristoforetti È Diventata Prima Italiana Nello Spazio
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Aveva lo 0.07% di Probabilità: Come Samantha Cristoforetti È Diventata Prima Italiana Nello Spazio
Dieci riflessioni principali dall'episodio
Non avevo mai avuto un rapporto ossessivo con il mio sogno di diventare astronauta. Per me era stato sempre importante concentrarsi sull'impegno quotidiano.
Nulla è più efficace di un pericolo immediato per imporre una nuova messa a fuoco e per mobilitare tutto il potere della concentrazione.
Tendo a guardare con curiosità a quello che sarà piuttosto che con nostalgia a quello che è stato.
Se hai la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato, probabilmente è perché c'è qualcosa di sbagliato.
L'addestramento migliore è quello in cui si fanno tutti gli errori possibili.
Non voglio cadere nella trappola di giudicare la bontà di un impegno in base al suo avere o meno successo. Non voglio accettare che sia il successo a decretare a posteriori se perseguire un traguardo improbabile sia determinazione o ingenuità, tenacia o ossessione.
Da un obiettivo ambizioso si trae la motivazione a impegnarsi a fondo, a scegliere la strada più difficile, quella che permette di crescere. Avere un sogno è importante in virtù del cammino, non del traguardo.
Chi realizza il sogno può illudersi con superbia che il successo sia soltanto il risultato del proprio agire, dimenticando le circostanze favorevoli. Chi osserva dall'esterno può convincersi a sua volta che quella persona abbia un talento speciale e un metodo infallibile per riuscire. Si sprecano libri e interviste in cui persone considerate di successo elargiscono consigli, ma rimane nascosta la folta schiera di coloro che hanno altrettanto talento e hanno agito nel mondo allo stesso modo, senza ricevere alcuna analoga ricompensa. Penso che sarebbe un bene importantissimo se tutti tornassimo a riconoscere alla fortuna il ruolo che inevitabilmente gioca nelle vicende umane, e che guardassimo con ammirazione misurata chi realizza i propri sogni e con altrettanta ammirazione misurata chi li persegue con impegno dignitoso, anche se le circostanze non sono favorevoli.
Chi è motivato ogni giorno a dare il meglio di sé, a scegliere le strade più impegnative sapendo che sono occasioni di crescita, ha certamente maggiori possibilità di condurre una vita appagante, anche se il sogno che ha dato impulso all'impegno non si è realizzato.