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Episodio 11 · Fonti

Fonti citate

Luca Parmitano: per poco affoga nello spazio, oggi va sulla Luna · di Luca Parmitano

7 fonti citate in questo episodio

Il poster di Star Wars che accese il sogno

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    Luck surface area

    Jason Roberts, How to Increase Your Luck Surface Area (Codus Operandi, 2010)

    Concetto introdotto da Jason Roberts in un post del 2010 sul suo blog Codus Operandi. Roberts è un imprenditore e programmatore americano.

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    Il post originale

    Jason Roberts pubblica nel 2010 sul suo blog Codus Operandi un post intitolato "How to Increase Your Luck Surface Area". La tesi del post:

    "The amount of serendipity that will occur in your life, your Luck Surface Area, is directly proportional to the degree to which you do something you're passionate about combined with the total number of people to whom this is effectively communicated."

    — Jason Roberts, How to Increase Your Luck Surface Area (2010)

    La formula

    Roberts esprime il concetto come:

    L = D × T

    dove L è la fortuna (Luck), D è il fare (Doing) e T è il raccontare (Telling). L'analogia è geometrica: come l'area di un rettangolo è il prodotto di lato per lato, la "superficie di fortuna" è il prodotto delle due variabili. Se una delle due è zero, il prodotto è zero indipendentemente dal valore dell'altra.

    Paul Graham e How to Do Great Work

    Paul Graham, nel saggio How to Do Great Work (2023), tratta il ruolo della fortuna e della curiosità nelle carriere senza citare Roberts (vedi episodio 10 di IBC).

    www.codusoperandi.com

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Come una sonda ha creato la microcamera del telefono

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    Apollo, le microcamere e il sensore CMOS

    Eric Fossum, JPL (NASA Spinoff, 2017)

    La catena di tecnologie che collega le missioni Apollo (1968-1972) ai sensori fotografici degli smartphone contemporanei.

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    Le fotocamere delle missioni Apollo

    NASA aveva scelto Hasselblad come fornitore ufficiale per la fotografia spaziale fin dal 1962. La scelta fu raccomandata dall'astronauta Walter Schirra, appassionato Hasselblad, che propose il modello a NASA; la prima Hasselblad in orbita fu un modello 500C modificato da NASA, volato sulla missione Mercury-Atlas 8 (3 ottobre 1962).

    Sulle missioni Apollo, le specifiche tecniche delle camere erano:

    • Apollo 11: 3 × Hasselblad 500EL — due usate sulla superficie lunare, una a bordo del modulo di comando
    • Hasselblad Data Camera (HDC): la camera dedicata alla superficie lunare, equipaggiata con lente Zeiss Biogon 60mm f/5.6 e magazzino da 70mm con pellicola Kodak a base sottile (150-200 immagini per magazzino, a seconda del tipo di pellicola)
    • Verniciatura argento per stabilità termica nell'intervallo -65°C / +120°C

    Su istruzione NASA, alla fine di ogni missione lunare gli astronauti riportavano a Terra solo le pellicole, lasciando i corpi macchina sulla Luna. 12 corpi Hasselblad restano oggi nei sei siti di atterraggio Apollo.

    Tecnologicamente, le camere Apollo erano interamente analogiche a pellicola. Non c'erano sensori elettronici di alcun tipo.

    L'invenzione del sensore CMOS Active Pixel

    Il sensore d'immagine CMOS Active Pixel (APS) — la tecnologia alla base delle fotocamere degli smartphone moderni — è stato inventato al Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA nel 1993 da un team guidato da Eric Fossum e composto da Sunetra Mendis e Sabrina E. Kemeny.

    La motivazione del progetto era una missione specifica: Cassini-Huygens verso Saturno (lancio 1997, arrivo 2004). Le fotocamere CCD candidate per Cassini erano descritte come "pesanti come un mini-frigo" — ogni grammo in più sulla sonda significava più carburante richiesto, più costo della missione. Il team di Fossum cominciò la ricerca CMOS APS per ridurre drasticamente dimensioni, peso e consumo delle camere di bordo, mantenendo la qualità d'immagine scientifica delle CCD.

    L'innovazione tecnica del sensore APS consiste nell'integrare su un unico chip:

    • la rilevazione della luce (fotodiodi)
    • l'amplificazione del segnale
    • la lettura del segnale (readout)

    Risultato: una "camera-on-a-chip". Prima dell'invenzione di Fossum, una fotocamera digitale richiedeva un sensore CCD più chip separati di supporto, con dimensioni e consumi molto maggiori.

    Eric Fossum è stato inserito nel National Inventors Hall of Fame nel 2011 per questa invenzione.

    Cassini scelse CCD, non CMOS

    Nonostante la nuova tecnologia fosse stata sviluppata proprio per Cassini, il team della missione scelse alla fine fotocamere CCD più vecchie ma già provate — la priorità era l'affidabilità in una missione di 7 anni di crociera + 13 anni di operazioni nel sistema di Saturno.

    La CMOS APS prese invece la strada del mercato civile: nel 1995 Fossum co-fondò Photobit, licenziando la tecnologia da Caltech. Photobit fu acquisita da Micron Technology nel 2001, e da lì la CMOS APS si diffuse rapidamente nei prodotti consumer, fino agli smartphone.

    Da JPL allo smartphone

    La tecnologia CMOS APS, sviluppata per le sonde NASA, è stata trasferita all'industria civile attraverso il programma NASA Spinoff e via Photobit.

    Oggi i sensori CMOS sono utilizzati in oltre 6 miliardi di fotocamere prodotte ogni anno. Le applicazioni includono:

    • ogni smartphone moderno in commercio
    • webcam
    • molte fotocamere digitali consumer
    • imaging medicale
    • sistemi di visione automotive

    La catena Apollo → CMOS

    Le camere Apollo non furono il "padre" diretto delle fotocamere degli smartphone — Apollo usava pellicola, CMOS è stato inventato 25 anni dopo. Il collegamento è la continuità del JPL come centro di sviluppo di camere ottimizzate per veicoli spaziali: l'investimento NASA in miniaturizzazione delle camere, iniziato per Apollo e proseguito per Voyager, Mars Pathfinder, e altre sonde, ha creato le condizioni per cui un fisico come Fossum potesse trovare al JPL le risorse per sviluppare CMOS APS nei primi anni '90.

    spinoff.nasa.gov

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    GPS, da tecnologia militare a infrastruttura globale

    RTI International per il NIST (2019)

    Storia, funzionamento e impatto economico del Global Positioning System (GPS), dalla sua origine militare USA fino al ruolo civile odierno.

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    Origine militare (1973)

    Il programma GPS è stato avviato dal Dipartimento della Difesa USA nel 1973. Lo stesso anno il programma viene denominato Navstar (NAVigation Satellite Timing And Ranging). I primi 10 satelliti prototipo "Block I" sono stati lanciati tra il 1978 e il 1985. La costellazione completa di 24 satelliti operativi è stata raggiunta nel 1993.

    L'obiettivo iniziale era militare: geolocalizzazione precisa per navigazione aerea, navale e terrestre delle forze armate statunitensi.

    KAL 007 e l'apertura al civile (1983)

    Il 1° settembre 1983, il volo civile Korean Air Lines 007, un Boeing 747 partito da New York per Seoul, fu abbattuto da un caccia intercettore sovietico dopo essere entrato in spazio aereo proibito sopra l'isola di Sakhalin. 269 persone morirono.

    L'analisi successiva attribuì la deviazione di rotta a errori di navigazione. In risposta, il presidente Ronald Reagan annunciò nel 1983 che il GPS sarebbe stato reso disponibile per uso civile una volta completato, inizialmente per migliorare la sicurezza dell'aviazione commerciale.

    L'accesso civile iniziale era però deliberatamente degradato tramite un meccanismo chiamato Selective Availability (SA): gli utilizzatori civili erano limitati a un'accuratezza media di circa 100 metri, mentre i ricevitori militari, autorizzati al codice cifrato P(Y), avevano accuratezza significativamente migliore.

    Selective Availability spenta (2000)

    Il 1° maggio 2000, il presidente Bill Clinton ordinò la cessazione della Selective Availability. Da quel momento, l'accuratezza civile aumentò di circa 10 volte, raggiungendo livelli equivalenti a quelli militari per la maggior parte delle applicazioni.

    La decisione fu basata su raccomandazioni congiunte del Dipartimento della Difesa, di Stato, dei Trasporti, del Commercio e della CIA, in considerazione del valore strategico globale di un GPS preciso per trasporti, scienza e commercio.

    Come funziona — orologi atomici

    Ogni satellite GPS porta a bordo orologi atomici (al cesio o al rubidio) di precisione nanosecondaria. Il satellite trasmette continuamente la sua posizione precisa e il timestamp esatto della trasmissione.

    Un ricevitore GPS a Terra riceve il segnale da almeno 4 satelliti, calcola il tempo di volo del segnale da ciascuno (velocità della luce × delta-tempo), e da queste 4 distanze trilatera la sua posizione tridimensionale + offset temporale.

    Un errore di 1 microsecondo nel sincronismo si traduce in un errore di posizione di circa 300 metri (poiché la luce viaggia a ~300 m/µs).

    Le correzioni einsteiniane (38 µs/giorno)

    Gli orologi atomici sui satelliti GPS sono soggetti a due effetti relativistici di segno opposto:

    • Relatività speciale (effetto della velocità orbitale ~14.000 km/h): gli orologi rallentano di circa 7 microsecondi al giorno rispetto a quelli terrestri.
    • Relatività generale (effetto della minore gravità a 20.200 km di altitudine): gli orologi accelerano di circa 45 microsecondi al giorno rispetto a quelli terrestri.

    Effetto netto: gli orologi GPS in orbita corrono più veloce di quelli a Terra di circa 38 microsecondi al giorno.

    Senza correzione, l'errore accumulato genererebbe uno scarto di posizione di circa 10 km al giorno — il sistema diventerebbe inutilizzabile in poche ore. La correzione è progettata nel sistema fin dal lancio: gli orologi a bordo dei satelliti sono regolati a una frequenza deliberatamente più lenta prima del lancio, in modo che in orbita corrano alla velocità "terrestre" corretta.

    Il GPS è quindi una dimostrazione operativa continua della teoria della relatività di Einstein: senza, non funzionerebbe.

    Valore economico (RTI/NIST, $1,4 trilioni)

    Uno studio commissionato dal NIST (National Institute of Standards and Technology) a RTI International, pubblicato nel 2019, ha stimato il valore economico cumulato del GPS per il settore privato statunitense dal 1983.

    Risultati principali:

    • $1,4 trilioni di valore economico cumulato generato in 10 industrie chiave dal 1983 al 2017
    • circa il 90% di questo valore è maturato dopo il 2010 — riflesso della diffusione del GPS nello smartphone e in tutti i settori dei trasporti, agricoltura di precisione, telecomunicazioni
    • le 10 industrie misurate includono: agricoltura, energia elettrica, finanza, servizi geolocalizzati, mineraria, marittima, oil & gas, surveying, telecomunicazioni, telematica
    • un'interruzione del GPS produrrebbe un impatto economico stimato di $1 miliardo al giorno; un'interruzione di 30 giorni in stagione agricola fino a $45 miliardi

    www.rti.org

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C'è qualcosa che conosciamo meno della Luna e di Marte: i nostri oceani

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    Oceani vs spazio

    Seabed 2030, dati aprile 2026 (NASA MRO e LRO)

    Stato della mappatura comparata di oceani terrestri, Marte e Luna (dati aggiornati a giugno 2026).

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    Mappatura del fondale oceanico

    Il progetto Seabed 2030, lanciato nel 2017 dalla Nippon Foundation in collaborazione con il GEBCO (General Bathymetric Chart of the Oceans) sotto l'egida dell'International Hydrographic Organization (IHO), ha come obiettivo dichiarato la mappatura completa del fondale oceanico mondiale entro il 2030.

    Al lancio del progetto, nel 2017, solo il 6% del fondale oceanico era mappato a standard moderni.

    Ad aprile 2026, l'aggiornamento ufficiale comunicato all'IHO Assembly di Monaco da Mitsuyuki Unno (executive director della Nippon Foundation) riporta:

    • 28,7% del fondale oceanico mondiale mappato
    • circa 104 milioni di km² di superficie totale coperta
    • circa 5 milioni di km² aggiunti nell'ultimo anno

    Mappatura di Marte

    Il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA orbita attorno a Marte dal 2006. La copertura della superficie è asimmetrica per risoluzione:

    • Context Camera (CTX): supera il 99% della superficie marziana già nel 2017 (oltre 99% mappato a ~6 m/pixel)
    • HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment): copre circa il 2-3% della superficie marziana a risoluzione molto più alta (~25 cm/pixel)

    La differenza è dovuta al design: CTX punta alla copertura globale a risoluzione media; HiRISE punta a dettaglio massimo su aree limitate.

    Mappatura della Luna

    Il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA orbita attorno alla Luna dal 2009. La sua copertura cartografica:

    • 98,2% della superficie lunare mappata a risoluzione 100 m/pixel (esclusi i poli in ombra perpetua)
    • 0,5 m/pixel di risoluzione sui siti di atterraggio Apollo

    Perché mappare l'oceano è più lento

    La differenza di copertura tra oceani e corpi celesti non dipende dall'investimento economico ma dalla fisica del mezzo.

    L'acqua di mare assorbe quasi tutta la radiazione elettromagnetica — onde radio, infrarosso, luce visibile, raggi X — con efficienza che dipende dalla frequenza. Le onde radio (radar) penetrano l'acqua di mare circa 1000 volte meno delle onde acustiche (sonar). Questo rende impossibile mappare il fondale oceanico dallo spazio con un satellite radar, come è stato fatto invece per Venere (radar di Magellano, 1990-1994).

    L'unico strumento praticabile è il sonar — onde acustiche emesse da un trasduttore immerso. Conseguenza operativa: per mappare il fondale serve una nave o un AUV (Autonomous Underwater Vehicle) che attraversi l'area con il trasduttore in acqua. Mentre un'orbita di MRO copre l'intero Marte in mesi, una nave deve coprire ogni km² del fondale uno per uno.

    seabed2030.org

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La Stazione Spaziale: il simbolo della cooperazione

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    Orbita della ISS, il cannone di Newton

    Isaac Newton, Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica (1687)

    La fisica dell'orbita della Stazione Spaziale Internazionale, illustrata attraverso l'esperimento mentale del cannone di Newton.

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    L'esperimento mentale di Newton

    Isaac Newton concepì l'esperimento del cannone come illustrazione del legame tra gravità e moto orbitale. Il concetto fu esposto verbalmente nel Libro III del Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica (1687). La celebre figura del cannone, con il diagramma poi diventato iconico, fu pubblicata postuma nel 1728 in De Mundi Systemate (On the System of the World).

    L'esperimento ipotizza un cannone posto in cima a una montagna molto alta, che spara un proiettile orizzontalmente. Variando la velocità iniziale:

    • a bassa velocità, il proiettile descrive una traiettoria parabolica corta e cade rapidamente a terra
    • a velocità maggiore, l'arco si allunga
    • a una velocità precisa, l'arco di caduta combacia con la curvatura della Terra — il proiettile cade senza mai toccare il suolo, in orbita circolare

    La velocità di orbita circolare

    Per un'orbita circolare bassa attorno alla Terra (low Earth orbit), la velocità necessaria è circa 7,9 km/s.

    La velocità specifica dipende dall'altitudine: più alta l'orbita, più bassa la velocità richiesta. Per la Stazione Spaziale Internazionale a circa 400 km di altitudine, la velocità orbitale è ~7,67 km/s (27.600 km/h).

    A questa velocità, la ISS completa un'orbita attorno alla Terra in ~93 minuti — circa 15-16 orbite al giorno.

    La geometria di "5 m ogni 8 km"

    Una formulazione intuitiva della meccanica orbitale: la superficie terrestre, a causa della sua curvatura, si abbassa di circa 5 metri ogni 8 chilometri di distanza orizzontale.

    Un oggetto in orbita bassa si muove orizzontalmente abbastanza velocemente che, nel tempo necessario a cadere 5 metri sotto l'effetto della gravità, ha già percorso 8 km in orizzontale — distanza in cui la Terra è curvata via di 5 m. Il proiettile continua quindi a "mancare il suolo": è caduta continua senza impatto.

    Matematicamente, per un raggio terrestre R = 6378 km, la differenza fra corda e arco di 8 km è circa 8² / (2 × 6378) ≈ 0,005 km = 5 m.

    Cosa significa "cadere per sempre"

    In orbita, la ISS è in caduta libera continua. Gli astronauti non galleggiano perché "non c'è gravità" — al contrario, la gravità a 400 km di altitudine è ancora circa il 90% di quella sulla superficie terrestre. Galleggiano perché stanno cadendo insieme alla stazione alla stessa velocità: stato chiamato microgravità o "zero-g apparente".

    Manutenzione dell'orbita

    L'orbita della ISS non è stabile in modo passivo: l'atmosfera residua a 400 km esercita un debole drag aerodinamico, abbassando lentamente l'altitudine. Periodicamente i thruster della stazione (o di una capsula attraccata) effettuano una reboost per riportare la ISS alla quota nominale.

    en.wikipedia.org

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Come il cervello si riscrive in 72 ore sulla Stazione Spaziale

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    Corpo umano adattabile in microgravità

    Frontiers in Neural Circuits (2021), Cerebral Cortex (2022)

    Come il corpo e il cervello umano si modificano in risposta all'esposizione prolungata alla microgravità, e quali effetti restano dopo il rientro.

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    Adattamento iniziale (1-4 giorni)

    Nei primi giorni di permanenza in orbita, gli astronauti sperimentano disorientamento spaziale e malattia da movimento spaziale (Space Adaptation Syndrome). I sintomi acuti — nausea, vertigine, alterata percezione dello "su" e "giù" — diminuiscono progressivamente nell'arco di 1 ora a 4 giorni (Frontiers in Neural Circuits, 2021).

    Dopo questa fase iniziale, l'astronauta è in grado di fare movimenti volontari della testa senza disagio significativo.

    Sensory reweighting

    Il sistema vestibolare (orecchio interno) usa la gravità come riferimento per orientarsi. In microgravità, questo input diventa inaffidabile.

    Il sistema nervoso risponde con un processo chiamato sensory reweighting: aggiorna il suo modello interno e dà più peso ad altre fonti sensoriali — informazioni visive e somatosensoriali (propriocezione, tatto) — riducendo il peso del segnale vestibolare ambiguo.

    Questo riequilibrio sensoriale può svilupparsi nell'arco di due settimane di microgravità (Cerebral Cortex, 2022).

    SANS — Spaceflight-Associated Neuro-Ocular Syndrome

    La SANS è una sindrome neuro-oculare formalmente descritta nel 2011 in una coorte di 7 astronauti.

    Caratteristiche cliniche:

    • edema del disco ottico (optic disc edema)
    • gonfiore dello strato di fibre nervose retiniche (RNFL)
    • appiattimento del bulbo oculare posteriore (globe flattening)
    • pieghe coroideo-retiniche
    • spostamento ipermetropico della refrazione (≥+0,75 D)

    Il sintomo più comune è una riduzione progressiva dell'acuità visiva per vicino, che può manifestarsi già dopo 3 settimane di volo.

    Prevalenza stimata: circa il 70% degli astronauti che svolgono missioni lunghe sulla ISS mostra qualche grado di gonfiore retinico.

    Causa proposta: lo spostamento cefalico cronico di sangue e liquido cerebrospinale in assenza di gravità.

    A oggi non sono stati riportati casi di perdita visiva permanente, ma alcuni segni clinici di SANS (cambiamenti refrattivi, pieghe coroideo-retiniche, appiattimento posteriore) sono persistenti anche dopo il rientro.

    Modifiche cerebrali strutturali

    Studi MRI pre/post volo su astronauti di missione lunga mostrano:

    • aumento del 17-24% del volume dei ventricoli laterali dopo 6 mesi in orbita: ventricolo laterale sinistro +17±12%, destro +24±6% (Roberts et al., PNAS)
    • tasso annuale di espansione ventricolare 3 volte superiore al normale invecchiamento
    • recupero parziale al rientro: dopo 6-7 mesi a Terra, i ventricoli sono tornati solo al 55-64% della dimensione pre-volo

    Intervalli minori di 3 anni tra missioni successive risultano associati a recupero incompleto delle modifiche ventricolari.

    NASA Twins Study (Scott Kelly)

    Lo studio NASA Twins ha confrontato l'astronauta Scott Kelly (340 giorni sulla ISS, 2015-2016) con il fratello gemello identico Mark Kelly rimasto a Terra.

    Risultati principali:

    • Espressione genica: il 93% dei geni di Scott è tornato a livelli normali dopo il rientro. Il restante 7% ha mostrato alterazioni persistenti in geni legati al sistema immunitario, riparazione del DNA, formazione ossea, ipossia, ipercapnia.
    • Cognizione in volo: prestazioni cognitive di Scott (attenzione, orientamento spaziale, riconoscimento delle emozioni) invariate rispetto a Mark durante la permanenza in orbita.
    • Cognizione post-volo: dopo il rientro, Scott ha mostrato una riduzione di velocità e accuratezza nei test cognitivi, attribuita al riadattamento alla gravità terrestre.

    Recupero post-volo

    Dopo il rientro a Terra, l'astronauta deve riadattare il sistema vestibolare alla gravità — il sensory reweighting opposto. Disturbi dell'equilibrio (postflight vestibular dysfunction) si risolvono nell'arco di giorni-settimane.

    Alcune modifiche strutturali (volume ventricolare, alcuni segni di SANS, una frazione dell'espressione genica) restano misurabili oltre i 6-12 mesi post-volo.

    www.frontiersin.org

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Cosa è l'AMS, e la missione con il 25% di riuscita

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    AMS-02, Alpha Magnetic Spectrometer

    Samuel Ting (MIT), CERN e NASA, STS-134 (2011)

    Rivelatore di particelle installato sulla Stazione Spaziale Internazionale per studiare raggi cosmici, antimateria e materia oscura, e le 4 EVA di riparazione condotte da Luca Parmitano e Drew Morgan nel 2019-2020.

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    Cosa è AMS-02

    L'Alpha Magnetic Spectrometer-02 (AMS-02) è un rivelatore di particelle progettato per misurare i raggi cosmici dallo spazio, fuori dall'atmosfera terrestre.

    Caratteristiche principali:

    • Costo: circa 2 miliardi di dollari
    • Massa: circa 8.500 kg (8,5 tonnellate) — il più grande payload singolo presente sulla ISS
    • Collaborazione: 500 scienziati, 56 gruppi, 16 paesi
    • Obiettivi scientifici:
    • misurare la composizione e l'energia dei raggi cosmici
    • cercare evidenze di materia oscura
    • cercare evidenze di antimateria primordiale (in particolare antielio)
    • misurare la frazione di positroni e antiprotoni nei raggi cosmici primari

    A differenza degli esperimenti terrestri di fisica delle particelle (come quelli al CERN), che producono particelle in collisori, AMS-02 osserva direttamente le particelle ad alta energia che arrivano dallo spazio. L'atmosfera terrestre filtra e modifica queste particelle: per misurarle nella loro composizione originale serve un rivelatore fuori dall'atmosfera.

    Durata della missione: originariamente prevista per 3 anni, è stata estesa più volte ed è tuttora operativa.

    Samuel Ting — il principal investigator

    Il principal investigator di AMS-02 è Samuel C.C. Ting, fisico delle particelle del Massachusetts Institute of Technology (MIT).

    Ting ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica nel 1976, condiviso con Burton Richter, per la scoperta del mesone J/ψ — una particella subatomica scoperta nel 1974 in esperimenti al Brookhaven National Laboratory (Ting) e contemporaneamente al SLAC (Richter). La scoperta del J/ψ fu la prova sperimentale dell'esistenza del quark charm.

    Ting ha proposto, progettato e diretto la costruzione di AMS-02 in un periodo di oltre 15 anni di sviluppo, coordinando la collaborazione internazionale.

    Installazione sulla ISS (STS-134, 2011)

    AMS-02 è stato lanciato il 16 maggio 2011 a bordo dello Space Shuttle Endeavour, missione STS-134 — l'ultimo volo di Endeavour (il programma Space Shuttle nel suo complesso terminò con STS-135 di Atlantis il 8 luglio 2011).

    L'installazione sulla struttura esterna della ISS — sul truss S3 — è stata completata il 19 maggio 2011.

    Le 4 EVA di riparazione (2019-2020)

    Nel 2019, dopo 8 anni di operazioni, AMS-02 aveva una pompa difettosa nel sistema di raffreddamento (Tracker Thermal Pump System, TTPS), che minacciava la continuità delle osservazioni. La sostituzione richiedeva una serie di EVA particolarmente complesse per due motivi:

    • AMS-02 non era stato progettato per essere riparato in orbita (a differenza, ad esempio, del telescopio Hubble)
    • la sua posizione in cima al truss S3 della stazione rendeva l'accesso difficile

    NASA e ESA hanno pianificato 4 spacewalks condotte dall'astronauta NASA Drew Morgan e dall'astronauta ESA Luca Parmitano:

    EVA Data Compito principale
    1 15 novembre 2019 Rimozione dello scudo anti-detriti e dell'isolamento in fibra di carbonio; installazione di corrimano temporanei
    2 22 novembre 2019 Taglio e preparazione delle linee di refrigerante per la successiva splicing
    3 2 dicembre 2019 Installazione del nuovo sistema di raffreddamento UTTPS (Upgraded Tracker Thermal Pump System); connessione di tutte e 8 le linee di refrigerante
    4 25 gennaio 2020 Coperture termiche MLI (Multi-Layer Insulation); installazione di un jumper per una linea di refrigerante difettosa rilevata in test

    Le 4 EVA sono state descritte da NASA come le spacewalks più complesse dalla ultima missione di servizio del telescopio Hubble nel 2009 (STS-125).

    home.cern

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