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Copertina di L'ordine del tempo

Carlo Rovelli: Tutto Ciò che Sai sul Tempo è Sbagliato

di Carlo Rovelli

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01 Intro

Marco

Ma tra tutti i misteri dell'umanità ce ne sono alcuni che restano aperti da millenni. Ad esempio, quali sono i più grandi misteri dell'umanità?

Francesco

Beh, come si è creato il mondo.

Marco

L'universo, come funziona la nostra mente. E poi ce n'è uno che sinceramente io non ci ho mai pensato, che è il tempo, che sembra la cosa più semplice del mondo, però in verità...

Francesco

Non lo è.

Marco

Non lo è ed è quella magari la più complicata di tutte.

Francesco

Anche perché non funziona per nulla come in realtà ci aspettiamo.

Marco

E se ci pensi nella vita di tutti i giorni, il tempo è banale. C'è un presente, c'è un passato e c'è un futuro. Ma e se invece non fosse così? Se invece il tempo non fosse uguale per tutti? Se scorresse diversamente a seconda di dove ti trovi? E se il presente, il passato e il futuro non fossero come ci immaginiamo. Prima di cominciare qua c'è una frase che quando l'ho letta mi ha fatto pensare per qualche minuto, anche perché questo episodio ti devo dire mi ha letteralmente consumato. Mi ha consumato perché non è semplice.

Francesco

No è complicato, super complicato.

Marco

Mi ha letteralmente consumato, cioè certe volte andavo a dormire di notte pensando a questo libro. Comunque c'è questa frase e lui scrive: "Pensiamo che il tempo sia una cosa semplice, fondamentale, che scorra uniforme dal passato verso il futuro, misurato dagli orologi. Nel corso del tempo si succedono in ordine gli avvenimenti dell'universo, passati, presenti e futuri. Il passato è fissato e il futuro aperto. Semplice, no?" E lui scrive: "Bene, tutto questo si è rivelato falso."

E quando l'ho letto ho pensato: falso? Tutto questo falso? Bene, in questo episodio di In Buona Compagnia ci siamo immersi in quello che secondo me è il libro più complicato, comunque i concetti più complicati che abbiamo mai letto sono anche secondo me i più affascinanti, e ci siamo immersi nel libro che si chiama L'ordine del tempo e l'autore è Carlo Rovelli, che è uno dei fisici teorici più importanti d'Europa.

Per chi non sapesse chi è Carlo. Carlo è un fisico teorico e ha passato la maggior parte della sua vita a lavorare sulla gravità quantistica a loop, che è una teoria di frontiera della fisica moderna che cerca di unire la relatività di Einstein alla fisica quantistica, alla meccanica quantistica, esatto.

Però prima di cominciare io volevo dire una cosa, che vogliamo essere onesti da subito, sono cose complicatissime, veramente difficili e quindi ci proviamo, però se facciamo degli errori, e secondo me ne faremo,

Francesco

Sì, diciamo che sono concetti davvero complicati.

Marco

E anche Carlo ha cercato di semplificare le cose.

Francesco

Ma il libro è complicato lo stesso.

Marco

Esatto, e non ci possiamo improvvisare fisici quantistici in tre settimane.

Francesco

Però ci abbiamo provato a capire e ora siamo qua.

Marco

Esatto, se facciamo degli errori ci scusiamo in anticipo, però speriamo di trasmetterti almeno una frazione di quello che Carlo ci ha trasmesso a noi.

02 "Tutto Quello Che Sai Sul Tempo È Sbagliato"

Francesco

Allora, io inizierei con una delle prime frasi del libro. E Rovelli scrive: "Mi fermo e non faccio nulla. Non succede nulla, non penso a nulla. Ascolto semplicemente lo scorrere del tempo. Questo è il tempo, familiare e intimo. La sua rapidità ci porta. Il precipitare di secondi, ore e anni che ci lanciano verso la vita. E poi ci trascinano verso niente, cioè la morte. È davvero tutto così? In realtà, il tempo funziona completamente diversamente da come ci appare."

E scrive: "La natura del tempo resta forse il mistero più grande e si lega agli altri grandi misteri aperti. La natura della mente, l'origine dell'universo, il destino dei buchi neri e il funzionamento della vita", come dicevi tu.1

03 Perché Il Tempo In Montagna Scorre Diversamente Che in Pianura

Marco

Quindi nella vita di tutti i giorni è semplicissimo dire c'è un presente, c'è un passato, un futuro. Il mio tempo scorre ugualmente al tuo e allo stesso tempo. E secondo me la cosa difficile di questi argomenti è che è così difficile immaginare una scala enorme. Cioè è così difficile immaginare queste cose perché non sono cose che puoi vedere, non è un libro che puoi vedere e dici ok questo è un libro. Quindi sono cose che tu non puoi immaginare e quindi sono così difficili da capire.

E la cosa incredibile è che per millenni l'umanità ha avuto certe certezze su come funziona il mondo, almeno pensava, nel senso: beh è ovvio che la Terra è ferma, se si muove, che sconvolgimento, puoi immaginare! È ovvio che il tempo è uguale per me e per te, e invece niente di tutto questo è vero. Carlo ci fa capire che tutte queste cose sono solamente dei pregiudizi, sembravano talmente ovvi da non doverli mettere in discussione. E io ho provato a immaginare quante cose ora prendiamo per realtà, solo perché non siamo abbastanza intelligenti per vedere la vera realtà.

E quindi Carlo ci sta dicendo che il tempo, come lo viviamo, è uno di questi pregiudizi, perché non funziona come veramente noi pensiamo. E qua fa una riflessione, ovvero, se tu ora parti e vai in montagna e io rimango qua in pianura, il tempo scorre diversamente. Se poi ci ritroviamo tra trent'anni, quello in pianura ha vissuto leggermente meno di quello in montagna. Ed è una delle scoperte più solide della fisica del Novecento.

Francesco

E la differenza in realtà è davvero piccola, però si può misurare con orologi atomici. Ed è bello perché quello in montagna ha più tempo, quindi invecchia più velocemente, per il semplice fatto dell'altitudine, che è più lontano dal centro della Terra. Quindi tecnicamente il tempo scorre diversamente per i miei piedi e la mia testa, perché i miei piedi sono più vicini al centro della Terra e la mia testa invece no.2

04 Come Einstein Spiegò La Gravità Senza Una Forza

Marco

Come dicevi te, la differenza nella vita quotidiana è frazioni di nanosecondo, non te ne accorgi, però è reale. Ora, perché succede questo? La risposta arriva sempre da Einstein, che nel 1915 arriva con la sua Relatività Generale.

Francesco

La cosa interessante è che Einstein capisce questo prima ancora che ci fossero gli strumenti per misurarlo. E qua Rovelli scrive: "La capacità di comprendere prima di vedere è il cuore del pensiero scientifico."

Quindi Einstein si sveglia e si pone questa domanda. Tutti quanti abbiamo studiato la forza di gravità. Per esempio, Sole e Terra come fanno ad attirarsi con la forza di gravità? Cioè, se non si toccano e non c'è nulla in mezzo, come fanno ad attirarsi? La risposta di Newton, fino a quel momento, quindi che è venuto prima di Einstein, è che c'è questa forza di gravità misteriosa che agisce a distanza. E quindi i due corpi, Sole e Terra, si attraggono. Bene. Ad Einstein però questa teoria, questa storia, non bastava. Perché come fa una forza ad agire attraverso il nulla?3

E allora si è dato una risposta diversa. Cioè che non c'è nessuna forza. Le masse, quindi in questo caso Sole e Terra, deformano lo spazio intorno a sé. E quindi gli oggetti semplicemente seguono questa deformazione.

Quindi esempio visivo. Prendi una tela. La stendi bella, bella liscia, bella tesa. Ci metti una palla da bowling in mezzo. Cosa succede al telo? Si deforma, va verso il basso. Bene. Poi ci lanci una biglia. La biglia segue questa deformazione. Va verso l'oggetto grande, va verso la palla da biliardo o la palla da bowling. Bene, la stessa cosa del Sole, che è la massa grande, quella centrale, della Terra, che è la biglia. Però perché la Terra non si schianta contro la palla da bowling? È la stessa cosa di cui abbiamo parlato nell'episodio di Samantha Cristoforetti, che la Terra è abbastanza veloce da girare intorno e non cadere mai verso il Sole. Quindi in realtà non c'è nessuna forza, sono semplicemente le masse che deformano lo spazio-tempo.

Marco

Non è solo lo spazio, ma il tempo stesso. Viene chiamato spazio-tempo, il campo gravitazionale. E quindi se questo tappetino è spazio-tempo, mettendo una massa così grande al centro, non solamente curva lo spazio ma il tempo stesso. Cosa fa questo elastico? Si chiude più piano piano piano piano, quindi il campo gravitazionale è meno vicino alla massa, perché è più ristretto. Invece questo elastico è più grande ai lati. Più vado su questo elastico al centro della Terra, quindi è più ristretto, meno il campo gravitazionale, e di conseguenza lì il tempo scorre più lento. Lontano dalla massa, il tempo scorre più veloce.4

Un esempio pratico di tutti i giorni sono i satelliti. I satelliti viaggiano a 20.200 chilometri di altitudine e i loro orologi atomici accumulano circa 38 microsecondi in più al giorno rispetto alla Terra. Sembra niente ma se non si correggessero queste differenze dopo solo due minuti il navigatore comincerebbe a sbagliare e gli errori si accumulerebbero al ritmo di 11 chilometri al giorno.5

Francesco

Penso.

05 Anassimandro e Il Frammento Che Dà Il Nome Al Libro

Marco

Uno degli amori più grandi di Carlo è Anassimandro. Anassimandro è un filosofo greco che è vissuto circa 26 secoli fa.

Francesco

Che 26 secoli fa aveva già capito che la Terra galleggia nello spazio, appoggiata sul nulla, diciamo.6

Marco

Perché il pregiudizio della Terra è che era invece... si appoggiava su qualcosa, un dorso di una tartaruga, le spalle di Atlante.

Francesco

L'unico frammento che è rimasto dei suoi scritti è questo: "Le cose si trasformano l'una nell'altra secondo necessità e si rendono giustizia secondo l'ordine del tempo."7

Marco

Vai, proviamo a decodificarla pezzo per pezzo.

Francesco

Quindi, perché questo è interessante? È interessante perché l'intera nostra fisica attuale, moderna, è scienza di come le cose evolvono secondo l'ordine del tempo.

Marco

Però andiamo ad analizzarla passo per passo perché è il cuore di questo libro.

Cosa vuol dire che "le cose si trasformano l'una nell'altra"? Ad esempio, provo a pensare, l'acqua diventa vapore, il vapore diventa nuvola, la nuvola diventa pioggia, la pioggia diventa fiume, il fiume diventa mare. Quindi è una trasformazione continua, le cose si trasformano l'una nell'altra, non sono statiche. Non è statico, l'acqua non è statica, non è che rimane lì per sempre.

"Secondo necessità", quindi le cose si trasformano l'una nell'altra secondo necessità. Cosa vuol dire secondo necessità? Che l'acqua, quando tu fai bollire l'acqua, l'acqua non sceglie di diventare vapore.

E poi la frase di cui ha preso il nome del libro: "si rendono giustizia secondo l'ordine del tempo". Cosa vuol dire? Secondo me vuol dire che l'acqua che bolle diventa vapore, non diventa terra, non diventa luce. Quindi c'è solamente una direzione possibile e l'ordine conta.

06 Il Tempo Proprio: Ognuno Ha Il Suo Orologio

Francesco

Bene, ma se prima abbiamo detto che c'è il nostro amico che va in montagna e il nostro amico che è in pianura e abbiamo detto che il tempo scorre diversamente. Quello in montagna invecchia più velocemente, quello in pianura invecchia meno velocemente. Bene. Quindi sono due T, due tempi diversi.

Ma qual è il tempo giusto? Non c'è il tempo giusto. Il tipo in montagna ha il suo tempo T, il tipo in pianura ha il suo tempo T. Ed è qua che entriamo nel tempo proprio, cioè il tempo misurato in un particolare fenomeno, quindi in questo caso il tipo in montagna e il tipo in pianura, e quindi non c'è un tempo giusto. Ci sono due tempi. Punto e basta.8

Marco

Quindi non c'è un tempo globale. Ce ne sono infiniti. C'è un tempo diverso per ogni punto dello spazio. In questa stanza ci sono tempi infiniti. È una cosa pazzesca da immaginare, il tempo diverso nel soffitto, il tempo diverso sul tavolo, il tempo diverso...

Francesco

Anche per esempio tra me e te, perché ora noi ci vediamo, come dire, paralleli, però magari uno dei due è più vicino al centro della Terra, quindi uno dei due sta invecchiando più velocemente.

Marco

Sì, e il tempo proprio, come me lo sono immaginato, noi abbiamo un tempo diverso della vita, anche se ci troviamo a distanze diverse. Il tuo tempo proprio è diverso dal mio tempo proprio. Perché il tempo proprio, da quello che ho capito, è una cosa pazzesca.

Metaforicamente, come me lo sono immaginato, è che ognuno in questa vita cammina con un orologio al polso, ok? Non un orologio fisico, ma un orologio metaforico che segna il tuo tempo proprio. Ovvero un registro continuo che gira sempre con te ovunque tu vada.

Come ho detto, sembra strano, ma ora che stiamo registrando questo podcast, tu hai il tuo orologio e io il mio orologio, che viene chiamato tempo proprio. Il tempo proprio mio è diverso dal tuo perché è il totale accumulo del tempo lungo tutto il percorso della tua vita intera. Tu sei andato in montagna, sei andato in aereo, io ho fatto altre cose, sono andato in pianura. Cioè, il tempo in per sé, ognuno ha il suo tempo proprio. Perché se vado in montagna, si aumenta un pochettino rispetto al tuo che sei da un'altra parte. I due tempi di due persone in per sé sono completamente diversi e resteranno diversi per sempre.

Una cosa interessante è che un astronauta che passa sei mesi sulla stazione spaziale torna alla Terra circa 5.000 secondi più giovane di chi è rimasto. Un pilota di linea con 30 anni di carriera accumula decine di nanosecondi di differenza rispetto a chi resta a terra. Stiamo parlando di nanosecondi, quindi è impercettibile, ma la fisica è reale.

Io ho fatto un collegamento a questo, in una frase che sento spesso, ovvero: "nella vita sono indietro". Però se ci pensi non ha nessun senso. Quando dico "in questa stanza ci sono 20 gradi", lo puoi misurare. C'è il termometro, c'è la linea di mercurio, ci sono 20 gradi. Ma se io dico "sono indietro rispetto a quella persona", cosa vuol dire? Indietro rispetto a cosa? E qua ho scritto: presuppone quindi che esista una linea temporale comune, che sia uguale per tutti. Quindi una pista uguale, un tempo uguale, lungo dove tutti dovrebbero essere a un certo punto, a una certa età. Però quella pista, quel tempo uguale, questa linea temporale uguale per tutti, non esiste.

Se tu pensi a cento corridori, una maratona, tutti su una pista ovale, è facile dire quello in testa e quello indietro. Ma se le persone in questa gara della maratona prendono strade diverse, uno è in Alaska, uno è nel Sahara, non puoi dire chi è prima o chi è indietro, o chi è ultimo, chi è in mezzo. Non c'è una pista unica.

La cosa interessante è che persino gli orologi non hanno una pista unica. Se tu prendi due orologi atomici, uno nel NIST in Canada a 1700 metri, dove il tempo scorre più veloce, uno a livello del mare, non puoi dire uno è in anticipo rispetto all'altro. Dal NIST il mare è in ritardo, dal mare il NIST è in anticipo. Entrambi sono giusti, ognuno rispetto a se stesso. Quindi quando una persona dice "sono indietro" stai presupponendo una pista comune che non esiste. Quindi immagina, se neanche gli orologi hanno un tempo comune.

Francesco

Figurati gli esseri umani.

Marco

Esatto. Quindi una persona non è né indietro né avanti, è nel suo tempo proprio.

Francesco

Ok, quindi il tempo, come dicevamo, ha perso il suo primo strato, cioè la sua unicità, che non è uguale per tutti. Per noi, passato e futuro sono due cose completamente diverse. Quindi, le cause precedono gli effetti, il bicchiere si rompe in mille pezzi, e in mille pezzi non è che poi tornano a riformare il bicchiere.

Quindi il passato non possiamo cambiarlo, quindi possiamo avere rimpianti, rimorsi, ricordi di felicità. Il futuro invece è incertezza, desiderio, inquietudine, quindi tutto quello che sappiamo. Quindi il tempo non è una linea con due direzioni uguali, c'è una freccia dal passato al futuro.

Marco

Ed è questa la cosa che ci interessa veramente del tempo. Che il tempo scorre più velocemente in montagna, in pianura.

Francesco

Di nanosecondi, amen.

Marco

E la cosa, secondo me, che mi piace tantissimo di questo libro di Carlo comunque, è che applica la fisica alla nostra vita. Quando tu studi fisica al liceo, studi la fisica per un esame. Io non mi sono mai appassionato alla fisica perché non ho mai capito perché studiarla. Ma quando applica la fisica alla tua vita reale, a capire te stesso, allora è un gioco bellissimo, è la cosa più bella che puoi fare.

Francesco

Anche perché la fisica, comunque la matematica, è l'unico modo che noi abbiamo per comunicare con la natura. Quindi, come dicevo prima, il Big Bang. Come ci possiamo relazionare con la nascita dell'universo? Come dicevamo prima, con le equazioni quantistiche.

Marco

Quindi questo ci interessa, ci interessa il fluire del tempo, il fatto che alla fine saremo sabbia. E questo fluire del tempo dal passato al futuro è questo che ci interessa veramente.

07 Quando Le Equazioni Della Fisica Non Distinguono Passato e Futuro

Francesco

Quindi, parlavamo di passato e futuro, questa distinzione. Bene, io pochi secondi fa ho detto che la fisica, e la matematica comunque, sono l'unico modo che noi abbiamo per comunicare con la natura. Bene, ma in fisica questa distinzione tra passato e futuro non esiste. In tutte le equazioni che descrivono dalla cosa semplice del moto uniformemente circolare, o alle equazioni di Newton, o quelle di Maxwell, questo fluire del tempo, questa differenza tra passato e futuro, non esiste?

Marco

Non esiste.

Francesco

Nel senso che sono intercambiabili, cioè io posso andare avanti e posso tornare indietro, non c'è questa differenza.9

Marco

Non esiste nella legge elementare della fisica.

Francesco

Esatto. L'unico campo, l'unica equazione dove c'è questa differenza, quindi del fatto del passato e del futuro, quindi che un evento è successo, boom, basta, non posso più tornare indietro, è quando si parla di calore.10

08 La Pallina Nello Spazio: Il Filmato Al Contrario

Marco

Ok, però io mi fermerei un attimo e andrei a guardare in profondità perché passato e futuro non esistono nelle leggi elementari della fisica. Questo è un concetto importante. Per noi, localmente, nella nostra vita presente, passato e futuro esistono, ma globalmente, nella grande vastità dell'universo, nelle leggi elementari della fisica, non c'è differenza tra passato e futuro. Andiamo più a fondo qua.

Se ad esempio prendiamo la formula di Newton, forza uguale massa per accelerazione, la conosciamo tutti, prendiamo una pallina e la mettiamo nello spazio assoluto, ok? Questa pallina, non c'è attrito, non c'è aria, non c'è nessuna forza. Questa formula, forza uguale massa per accelerazione, si può calcolare la posizione della pallina in qualsiasi istante. Se tu sostituisci il tempo con esempio 5, ottieni dove sarà la pallina tra 5 secondi. Se sostituisci il tempo con meno 5, ottieni dove sarà la pallina 5 secondi fa.

Quindi nelle leggi elementari della fisica, che la pallina sta andando avanti di 5 secondi, che la pallina sta andando indietro di meno 5 secondi, funziona. E la cosa che mi sono immaginato è che se tu guardi quella pallina, fai un filmato, non puoi capire se è passato... non puoi capire...

Francesco

Se il filmato è stato girato mentre la pallina andava indietro o avanti.

Marco

Ora proviamo a fare un'altra cosa e ci colleghiamo con il calore. Ora prendiamo quella pallina e la mettiamo su questo tavolo qua. La spingiamo, questa pallina scorre e poi si ferma. Se tu riguardassi il video all'indietro...

Francesco

La pallina... Non ha senso! No.

09 L'Entropia: Il Cuore Di Tutto (E Il Conto Delle Carte)

Marco

Non ha assolutamente senso. E perché succede questo? La risposta risiede nel calore. In questo caso la pallina fa attrito col tavolo, che produce calore che si dissipa nel tavolo.11

Ecco, il fatto che il mondo non è fatto di palline isolate nello spazio, ok, ma di miliardi di molecole che si urtano in continuazione, quando ci sono miliardi di cose che si mescolano, succede qualcosa che con una pallina sola nello spazio non potrebbe succedere. E questa cosa ha un solo nome, che è la chiave di tutto questo, ovvero entropia.

Quindi la domanda è, se non c'è nelle leggi elementari della fisica differenza tra passato e futuro, perché noi lo sentiamo, il passato e il futuro? Una domanda interessante, no? Perché noi lo sentiamo, il passato e il futuro? Ora questa spiegazione di entropia non è la più completa del mondo, però quello che cerchiamo di farvi capire, quello che io cerco di far capire nella mia testa, è perché noi sentiamo la differenza tra passato e futuro.12

Allora, per spiegare l'entropia, il termine che io ho scritto qua, che lo andremo ad analizzare, naturalmente non ha senso quando ve lo dico, però lo andremo ad analizzare e poi avrà senso. L'entropia è il conto di quante configurazioni microscopiche diverse sono compatibili con la descrizione macroscopica. Non ha senso. Però proviamo ad analizzarla, perché l'entropia non solo è quella che alimenta tutta la vita, ma è quella che ci fa capire la differenza tra passato e futuro.13

Allora, se io prendo tre carte, A, B, C, ok? Quante configurazioni ci sono di queste carte? Sei. Sei configurazioni. ABC, BCA, CBA. Sei configurazioni. Ora, tu non le vedi e io ti dico, te le descrivo. Il mazzo è in ordine alfabetico. Quante disposizioni ci sono di queste carte ABC?

Francesco

Una.

Marco

Una sola. Che sono in ordine alfabetico. Poi ti dico, il mazzo non è in ordine.

Francesco

Ce ne sono altre cinque.

Marco

Altre cinque, ok? Nella prima abbiamo una configurazione, nella seconda ne abbiamo cinque configurazioni. Ora passiamo, eleviamo questo caso, abbiamo 52 carte. Le mescoliamo tutte, le mettiamo sul tavolo. Quante configurazioni ci sono che sono tutte in ordine? Una sola. Quante configurazioni ci sono che sono tutte mescolate? Tantissime.14

Ora proviamo invece di parlare di carte, di parlare di molecole. Prendiamo il caso del legno. Ora abbiamo la capacità di vedere non il legno, abbiamo un telescopio, un microscopio e andiamo a vedere le molecole, ok? Abbiamo due esempi però, li mettiamo in confronto. Abbiamo legno che lì è statico e legno che è acceso, ok? Nel primo caso, quando il legno è lì, le molecole sono ferme. Sì, esatto. Quante configurazioni ci sono delle molecole? Sono tantissime. Ci sono tantissime configurazioni.

Però poi lo accendiamo, gli diamo fuoco. In questo caso le disposizioni di molecole sono più alte o più basse di prima?

Francesco

Sono più alte.

Marco

Sono più alte, esatto. Perché c'è un mescolamento continuo di molecole, ok? Esattamente come le carte. Se andiamo a contare le configurazioni del legno lì fermo, ce ne sono alcune. Se andiamo a contare le configurazioni di molecole di quando sono accese, ce ne sono altre. Quindi l'entropia è il conto di quante configurazioni... queste molecole sono macroscopiche o microscopiche? Microscopiche. Quindi quante configurazioni microscopiche diverse sono compatibili con che cosa?

Francesco

Con la tua, con quello che vedi.

Marco

Con la mia descrizione macroscopica del mondo. Quando io dico "caldo", la mia descrizione qual è? Quindi dico "caldo". Qual è?

Francesco

Che è caldo.

Marco

Che è caldo. Quante configurazioni ci sono in quel pezzo di legno caldo?

Francesco

Tante.

Marco

Tante. Sia che sia freddo che caldo ci sono varie configurazioni microscopiche. Stiamo parlando di entropia alta e entropia bassa, quindi configurazione alta e configurazione bassa quando facciamo un confronto.

10 Come Il Big Bang Spiega La Freccia Del Tempo

Francesco

Quindi cosa c'entra l'entropia con lo scorrere del tempo? Che, come dicevi tu, prima il legno è lì, fermo, quindi è un'entropia bassa, poi lo accendo e l'entropia cresce, perché è disordinata. Bene. Quindi entropia bassa è uguale al passato, entropia alta è uguale al futuro. Bene.

Ora, pensiamo all'universo. L'universo, nel passato, era più ordinato di adesso. Perché? Pensiamo al Big Bang. Quindi, lì, nel Big Bang, l'entropia era bassissima. Perché l'universo era lì, in quel momento, in quello stato, estremamente ordinato. Perché era solo lì, in quel posto. Non era disperso per tutto l'universo. Bene. Poi, col tempo, con tutte le reazioni che sono accadute, [?] e tutto il resto, l'entropia si è alzata perché l'universo... ed è questo il futuro.15

Marco

All'inizio, quando tu hai detto che era tutto calmo e tutto ordinato, possiamo veramente immaginare un brodo, tutto calmo e tutto in ordine, ok? In quel caso, le molecole, le configurazioni microscopiche di molecole, quante ce ne sono? Mille! Non c'è neanche un numero! Però, poi col tempo, cosa è successo? Galassie. Distruzione. Morte. Buchi neri. Quindi quante configurazioni ci sono state in quel caso? Molto di più di prima.

Quindi l'entropia in quel caso, che di nuovo la possiamo definire come il conto di quante configurazioni microscopiche, diverse, compatibili con la nostra descrizione macroscopica è aumentata. Perché prima era un brodo primordiale, ora c'è praticamente un casino totale, quindi l'entropia è aumentata. La stessa cosa quando abbiamo un pezzo di legno, col fuoco l'entropia aumenta, perché ci sono più configurazioni.16

Ora, la domanda è: ma perché non possiamo tornare indietro? Perché non possiamo tornare dal fuoco, al calore, al legno che è fermo?

11 Perché Non Possiamo Tornare Indietro: La Probabilità Quasi Zero

Francesco

Prendiamo di nuovo l'esempio del mazzo di carta, che insomma è più facile. Quindi è ben detto che c'è un evento per il quale, se io prendo un mazzo di carta nuovo, lo rimescolo, e rimescolandolo mi ritrovo esattamente lo stesso mazzo, c'è un evento sugli 8 alla decima, alla 67esima.

Quindi, tecnicamente, se abbiamo detto che l'entropia è lo scorrere del tempo, quindi da un evento in ordine a un evento in disordine, si può tornare indietro nel tempo. E, tecnicamente, è così. Quindi non c'è nessuna legge del cosmo che imponga che questo non sia possibile, quindi tornare indietro nel tempo, quindi tornare indietro nell'entropia.

Il problema è che la probabilità che questo accada è così assurdamente piccola da essere praticamente zero. Quindi non è uno zero in senso matematico, ma è uno zero in senso statistico, quindi di probabilità.

Quindi, la probabilità che un bicchiere rotto si ricomponga, ok, io sto fumando una sigaretta e poi il fumo ritorna alla sigaretta, la probabilità c'è, ma è una. E questa probabilità è infinitamente più piccola della probabilità di vincere alla lotteria mille volte di fila. E aspettando per tutta la vita dell'universo, quindi quattordici miliardi di anni, non la vedrei quella probabilità. E non la vedrei neanche aspettando mille volte la vita dell'universo, quindi aspettando mille volte quattordici miliardi di anni.

12 "L'Entropia Esiste Solo Per Noi, Per La Nostra Sfocatura"

Marco

Quindi l'entropia descrive, è l'unica legge nella fisica che descrive che il passato e il futuro esistono, giusto? Cioè che c'è solo una direzione di tempo, non che il passato e il futuro esistono, che c'è solamente una direzione nella fisica, nelle equazioni della fisica elementare ci sono entrambe.

Ora però la domanda è, non possiamo tornare al passato perché è statisticamente impossibile? Ok, va bene. Però l'entropia esiste veramente? Questo numero di configurazioni così elevate, quando c'è il calore dal camino? Questo passaggio da poche configurazioni a tante configurazioni di molecole? Questo passaggio di entropia alta ad entropia bassa? Esiste? Sì per noi, non a livello microscopico.17

Perché se io prendo un caffè e il caffè è caldo, le molecole sono agitate? Sono agitate. Sono agitate. Rispetto al caffè freddo, l'entropia è più alta o più bassa? Più alta. Più alta. Ma io se lo tocco, sto sentendo ogni singola molecola a quella velocità, in quella stessa posizione?

Francesco

No.

Marco

È impossibile. Sto sfocando, sto dicendo che è caldo o tiepido. Non posso sentire ogni singola molecola, ok? Non posso sentirla. Quindi se io non posso sentirla, a livello del mio cervello è caldo o tiepido, ma se io vado a livello microscopico non esiste caldo o tiepido, esiste solamente quella molecola in quella posizione lì, in quella velocità lì. Quindi a livello microscopico l'entropia esiste sì o no? No, non esiste.18

Quindi il passaggio dal passato al futuro, l'unica freccia che spiega quindi l'entropia dal passato al futuro, esiste solamente grazie alla mia sfocatura. Hai capito? Oppure non ha senso.19

13 "Il Tempo Siamo Noi": La Vera Tesi Di Rovelli

Francesco

Sì, sì, ha senso. Cioè, quello che dicevo prima del fatto che l'universo era ordinato all'inizio, ok? Quindi, in realtà, non è che era l'universo a essere ordinato. Forse è che il nostro modo di guardare il mondo ha percepito quell'universo ordinato.

Marco

Esatto, infatti Carlo fa un esempio che magari ci potrebbe essere un'altra persona da qualche altra parte che vedrebbe quel Big Bang non come un sistema ordinato, ma come uno completamente disordinato, quindi con entropia alta. In questo caso noi stiamo applicando questa sfocatura alla nascita dell'universo.

Francesco

Che è praticamente pazzesco. Sì, infatti lui scrive: "Il tempo siamo noi. Più precisamente il tempo è il modo in cui creature come noi, finite, mortali, fatte di molecole, capaci di percepire solo certe scale e certe grandezze, si rapportano con l'universo. È il prodotto dell'incontro tra una realtà fondamentale che non ha tempo", quindi quella che dicevamo prima, "e un osservatore che la guarda in modo incompleto."2021

Quindi in realtà siamo noi che siamo creature stupide, non siamo in grado, il nostro cervello non è in grado di percepire l'universo nella sua totalità e quindi appunto lo sfochiamo con queste nostre percezioni, che forse è il modo più facile che il nostro cervello ha di percepire il mondo intorno a sé.

Quindi questo secondo me si ricollega al cuore del libro, che è una delle prime frasi che Rovelli scrive: "Alla fine, forse, il mistero del tempo riguarda ciò che siamo noi più di quanto riguarda il cosmo."

Noi siamo talmente piccoli. Il nostro cervello è in grado di capire e di assimilare certi concetti ma a un livello limitato, quindi né troppo grandi né troppo piccoli. E quindi questo fatto del tempo riguarda più noi che capire come sia nato il cosmo, come sia nato l'universo. L'origine del Big Bang forse è l'ennesimo modo che noi ci siamo dati, comunque con cui noi abbiamo provato di capire l'universo, o comunque di credere che siamo in grado di capire l'universo, che abbiamo qualche controllo su quello che accade. Perché appunto come dicevi tu prima, il tempo a livello microscopico in realtà non esiste, c'è il passato e il futuro.2223

E quindi insomma alla fine questo è il vero cuore del libro, dell'episodio. Poi nelle ultime pagine lo spiega davvero bene quello che lui intende come non capire il cosmo ma capire noi stessi.24

E un altro esempio è l'adesso. Qualcosa a cui noi siamo abituati che però Rovelli smonta.

14 Perché "L'Adesso" Non Significa Nulla: Il Viaggio Su Proxima B

Marco

Perché lui, se tu ci pensi, è ovvio che il mio adesso sia uguale al tuo adesso, cioè in questo momento facciamo parte dello stesso adesso. Però Rovelli scrive che "adesso non significa esattamente nulla."

Infatti, ora che tu mi stai guardando, la luce parte dal tuo viso, arriva ai miei occhi, ma arriva a ritardi di nanosecondi. Qualcosa che non si può neanche descrivere in numeri. E quindi in verità non sto guardando il tuo adesso, ma il tuo quasi adesso. Starei guardando il tuo passato. Sì, però secondo me usare in questo caso "passato" è una parola molto grande. Io userei "sto guardando il tuo quasi adesso".

E Carlo ci porta, per fare un esempio ancora più grande, ci porta su un pianeta che è stato scoperto pochi anni fa che si chiama Proxima B, che è la stella più vicina al Sole, a circa 4,24 anni luce di distanza. Vuol dire che la luce ci mette 4 anni ad arrivare sulla Terra e viceversa. E la domanda è: se tu sei su Proxima B in questo momento, e io faccio la domanda, "che cosa sta facendo Francesco adesso su Proxima B?" La domanda non ha tanto senso, e Rovelli lo cerca di spiegare cercando di fare quattro tentativi diversi.25

Io l'ho scritto così, l'ho interpretato così. Nella vita di tutti i giorni, se io sono a Torino e tu sei a Roma, io ti chiamo, tu mi rispondi, in questo caso la voce in fibra ottica ci mette intorno ai 2000 secondi, è una cosa trascurabile. In quel momento io sto assaporando il tuo quasi adesso, però è trascurabile. Però se prendiamo questa cosa a larghezza molto più grande e tu sei su Proxima B e ti mando un messaggio, arriverà tra quattro anni. Tu mi rispondi, mi arriverà tra altri quattro anni. Quindi otto anni di ritardo totale.

Quindi il concetto di adesso qui comincia a non funzionare. E te non eri sicuro su cosa?

Francesco

Che era, era, ti confondeva? Ma anche se tu mi vedi...

Marco

Quindi tu stai dicendo più il livello di percezione?

Francesco

Secondo me sì, perché, di nuovo, io sto parlando, tu ora stai facendo qualcosa, stai leggendo, che poi tu veda me che parlo e che io veda te che leggi in ritardo, ok, va bene, non è lo stesso momento, non è il reale adesso che vedo, ma comunque secondo me c'è un adesso comune, perché entrambi stiamo facendo qualcosa.

Marco

Sì, ma se lo applichiamo a larghezza grande come Proxima B...

Francesco

Perché no? Se io sono qua, che poi lui vede il mio messaggio tra quattro anni e io ricevo la risposta in otto... Mentre io sto facendo qualcosa, lui sta comunque facendo qualcosa. Io mi sto grattando il pollice e lui sta cucinando la pasta. Entrambi stiamo facendo qualcosa.

Marco

In questo caso tu stai dicendo che entrambi stanno facendo qualcosa. Però non c'è un adesso comune. Non c'è un adesso... Se io ti chiedo cosa sta facendo Francesco su Proxima B adesso, non funziona.

Francesco

Perché non lo puoi vedere, però lui sta facendo qualcosa.

Marco

Se tu sei su Proxima B e la luce ci mette 4 anni ad arrivare, qual è il tuo adesso?

Francesco

No, però allora io ho capito cosa tu dici, tu non hai capito quello che intendo io, però ho capito quello che tu intendi. Eh, forse... questo è complicato. Nel senso, quello che tu dici secondo me è il fatto che non c'è... non viviamo nello stesso momento. Perché tu vedi in realtà il passato, io vedo il passato, quindi non siamo nello stesso presente.

Però quello che intendo io invece, come adesso comune, e qua chiudiamo questo bordello di adesso. Ah beh, quello che ho detto prima, non voglio ripetermi. Comunque sì, allora penso che quello che Rovelli intende è il fatto che non viviamo in un adesso uguale, in un presente comune, perché tu vedi il mio passato e io vedo il tuo passato, proprio perché la luce ci mette un nanosecondo, 8-8 nanosecondi ad arrivare ai miei occhi.

15 La Bolla Del Presente: Dove Finisce Il Tuo Adesso

Marco

Ok, magari questo è un po' confuso, magari avremo l'opportunità di poterlo chiedere a Carlo. Speriamo. La cosa successiva che è interessante è che qua Carlo introduce un concetto che lo chiama la bolla del presente.

Francesco

Il presente esteso.

Marco

Il presente esteso, esatto. Ovvero che tutti noi abbiamo una bolla del nostro presente. E qua io ho scritto: la bolla del nostro presente è la zona intorno a noi dentro cui il ritardo della luce è troppo piccolo perché ce ne accorgiamo. Esempio: io, la luce ci mette qualche nanosecondo ad arrivare, in questo momento tu fai parte del mio presente, sei dentro la mia bolla del presente.26

Francesco

Sì, perché hai deciso che la tua bolla del presente è grande, è tot.

Marco

Sì, esatto, perché la zona in cui il ritardo di luce è troppo piccolo, perché ce ne accorgiamo. Quindi in questo caso la luce che arriva dai tuoi occhi ai miei occhi è troppo piccolo.

Francesco

Quindi in questo caso se questo ritardo, come diciamo appunto latenza, è di nanosecondi, il presente è definito solo per pochi metri. Tutto il resto è passato, perché ci impiega più di un nanosecondo ad arrivare ai miei occhi.27

Marco

No, no. Dipende da che strumenti misuri.

Francesco

No, la velocità della luce è quella.

Marco

Sì, ma tutta la Terra fa parte della mia bolla.

Francesco

Dipende cosa definisci, quanto vuoi che la tua bolla sia grande, cioè quanto vuoi essere preciso nel considerare il tempo.

Marco

Esatto, ma come metodo di misura? Sto misurando l'essere umano? Non sto misurando un orologio atomico? Sto usando un orologio atomico? La bolla è di 30 centimetri, quindi la mano destra e la mano sinistra non fanno parte della stessa bolla?

Francesco

No, non fanno parte del presente. Sì, però nel senso, se io decido che il ritardo che io posso considerare è mille secondi... Sì, esatto. La mia bolla è definita per chilometri. Se è di nanosecondi, la mia bolla è definita per pochi metri. Esatto.

16 La Fascia Muta: Eventi Che Non Sono Né Passato Né Futuro

Marco

Quindi per l'essere umano è di nanosecondi... Adesso non so quanto sia esattamente... 30.000 chilometri, mi sembra. Quindi la Terra ci sta dentro. Sì, sì, sì. Per questo tu puoi dire quello che sto facendo ora è adesso quello che una persona sta facendo a Tokyo, perché la differenza è trascurabile, quindi fa parte del mio presente.

Però andiamo avanti, quindi abbiamo capito questa bolla. Ora la domanda successiva è cosa succede fuori da questa bolla. È possibile che ci sia un evento che in quell'istante non fa parte né del passato né del futuro? E la risposta è molto strana, è veramente da capogiro e io l'ho capita così. E vediamo se riusciamo a farla, se riesco a spiegarla.

Allora, prendiamo di nuovo l'esempio di Proxima B, ok? Che anno è su Proxima B?

Francesco

2020.

Marco

2020.

Francesco

È qua. È il 2024.

Marco

Tu stai cucinando gli spaghetti nel 2020? Su Proxima B? Quando mi arriva quell'evento?

Francesco

È il 2024.

Marco

No, ci mette quattro anni.

Francesco

È il 2028, scusa.

Marco

Quel momento, io che sono nel 2024, fa parte del mio presente e del mio passato.

Francesco

Ma tu non sei più nel 2024, sei nel 2028.

Marco

Lo so che non sono più nel 2024, sono nel 2028. Tu quell'evento su Proxima B lo stai facendo nel 2020?

Francesco

Ma io lo vedo nel 2028.

Marco

Io lo vedo, ok?

Francesco

Sulla Terra lo vedi nel 2028.

Marco

Perfetto. Nel 2024, quando io guardo...

Francesco

Non lo puoi vedere?

Marco

Esatto. E quindi quello cosa fa parte? Non fa parte di niente.

Francesco

Ah, ok, ho capito.

Marco

Fa parte di quello che Carlo chiama la fascia muta. Hai capito? Ok, proviamo a spiegarlo.28

Francesco

Proxima B è a 4 anni luce di distanza, quindi vuol dire che la sua luce ci mette 4 anni ad arrivare ai nostri occhi. Quindi Proxima B è nel 2020, noi siamo nel 2024. Per farla facile, ok? Per dare un contesto temporale.

Ora, c'è Tizio che sta cucinando un piatto di spaghetti su Proxima B. Nel 2020 cucina questo piatto di spaghetti. E noi siamo nel 2024 mentre lui cucina quel piatto di spaghetti. Noi con un bel telescopio guardiamo Proxima B, Tizio. Nel 2024. Nel 2024. E noi vediamo Tizio che fa il piatto di spaghetti nel 2028. Esatto. Perché la sua luce ci impiega 4 anni ad arrivare ai nostri occhi. Sì. Però, mentre Tizio cucinava il piatto di spaghetti, era il 2024 sulla Terra, ma noi non potevamo vederlo, perché la luce di Tizio che cucinava gli spaghetti era appena partita. Esatto. Per arrivare ai nostri occhi ci mette 4 anni.

Però, nel 2020... è complicatissimo... però nel 2024, mentre noi osservavamo Tizio, lui nel mentre stava cucinando gli spaghetti, ma noi in realtà vedevamo quello che lui aveva fatto quattro anni prima, quindi nel 2016. Che casino incredibile.

E quindi, nel 2024, quell'evento che Tizio sta facendo non fa né parte del passato, del presente, del futuro, perché noi non possiamo vederlo.

Marco

Fa parte del presente esteso, lo chiama. Della fascia muta.

Francesco

Ok, bene.

17 Il Mondo È Fatto Di Eventi, Non Di Cose: Sassi vs Baci

Marco

Fa parte di quell'evento lì. Io passerei poi al mondo è fatto di eventi, non di cose. Che secondo me è interessante. Tra i ricordi quella parte?

Francesco

No?

Marco

Ok, qua Carlo va anche un po' a livello filosofico. Però qua Carlo fa una distinzione tra tu come essere umano che cosa sei? Sei un'entità? Sei una cosa? Che cosa sei?29

Francesco

Ah no, sono un susseguirsi di eventi.

Marco

Un susseguirsi di eventi, esatto. Anche un oggetto come un sasso in per sé è un evento. E qua l'idea di Carlo è che il mondo è una rete di eventi che accadono e finiscono. Il tempo non scorre intorno a loro, il tempo è quello di cui gli eventi sono fatti.30

L'analogia che Carlo fa è qual è la differenza tra un sasso e un bacio. In questo caso un sasso è una cosa. Se ti dico dov'è il sasso, tu me lo puoi indicare. Il bacio invece è un evento. Lo dai, dura un secondo e finisce. Domani non ha senso di chiedere dove è andato il bacio.31

Quindi una cosa esiste e un evento accade. E Carlo dice che il mondo è una rete di baci, non di sassi. L'universo alla scala fondamentale è fatto di eventi che accadono e finiscono, non di cose che stanno lì ferme.32

In per sé però anche il sasso è un evento, solo che dura tantissimo. Si è formato in un certo modo, si è formato in un certo momento, magari migliaia di anni fa, e si distruggerà in un certo momento. Quindi anche il sasso ha un inizio e una fine. L'unica differenza è la durata. Il bacio dura un secondo, il sasso dura migliaia di anni. Anche il Monte Bianco è un evento. Non lo chiamiamo Monte Bianco, ma stiamo raccogliendo delle... la massa di sassi. Esatto. E l'essere umano è la stessa cosa, è un evento che dura 80 anni.33

18 Perché Queste Scoperte Cambiano Tutto (Come Copernico)

Francesco

Ecco, io ho una domanda che mi sono fatto leggendo questo libro, che allora io sono super curioso, davvero interessante, capire lo spazio-tempo, che la gravità in realtà non è una forza, ma la deformazione... ok, va bene. Ma dopo che io lo so, dopo che so che in realtà io sto vedendo il passato, dopo che so che non esistono tempi uguali, dopo che so che il tizio che è in montagna sta invecchiando di meno di me, che cosa cambia per la storia dell'umanità?

Ecco, la risposta che mi sono dato secondo me è davvero interessante. Allora, sul piano della vita quotidiana non cambia assolutamente niente, perché il mio orologio funziona, i treni partono, l'economia gira. Però, se lo guardo da un altro punto di vista, queste scoperte in realtà cambiano tutto. Perché non è che ci creano una nuova app, ma perché ci aiutano a ridefinire la nostra idea del mondo.

Cioè, per esempio, pensa a Copernico, no? Ok. Quando si pensava che la Terra fosse al centro dell'universo. Bene. Quando poi lui appunto ha scoperto, ha capito che la Terra non era al centro dell'universo, ok, per le persone dell'epoca, ok, sì, interessante, ma non è cambiato niente se ci pensi, cioè i contadini continuavano a coltivare, le maree sono andate avanti come prima, però quella scoperta di Copernico ha riscritto completamente la posizione dell'uomo nel cosmo, comunque ci ha aiutato a capire davvero il nostro posto nel cosmo.34

E quella scoperta ha cambiato la filosofia, la teologia, la politica, l'arte. A livello pratico, sì, abbiamo scoperto qualcosa di nuovo, ma la vita sulla Terra continuava ad andare avanti anche prima che si scoprisse che la Terra non era il centro dell'universo. Però comunque queste scoperte che sembrano effimere, che sembrano inutili, in realtà sono piccolezze ma che aiutano l'esistenza dell'essere umano a capire davvero il cosmo, comunque farci capire un po' meglio come siamo nati e come funzionano davvero le cose.

19 Le Tracce: Perché Ricordiamo Il Passato e Non Il Futuro

Marco

Ci fanno capire... secondo me... ci fanno capire chi siamo e sono tutte... sono tutte delle... c'è una frase che... we all stand on the shoulders of giants. Siamo tutti, come si può dire, siamo tutti sulle spalle dei giganti. E comunque scoprire che tutto quello che abbiamo creduto vero in realtà sia falso... anche se magari... sicuramente certe cose hanno un impatto sulla nostra vita. Cioè, come diceva lui, il fatto che il tempo scorre più velocemente in montagna.

Francesco

O quello dei satelliti che deve essere sempre corretto. Sono il nostro navigatore.

Marco

Esatto, sì. Anche a livello però personale, quando parlavamo di una persona che dice "sono indietro". Che è in ritardo, sì sì. Anche il fatto che ci sono cose che sono eventi, ok? Il fatto di pensare che io sono un evento, quindi non sono una cosa ferma. Quindi è ok che io cambio, è ok che cambio direzione, è ok che cambio le cose, perché in per sé sono io un susseguirsi di eventi, non sono una cosa statica.

Ora un altro fenomeno legato alla freccia del tempo. Naturalmente è difficile spiegare in 50 minuti tutte le idee di Carlo, ce ne sono tantissime altre, quindi se volete potete andare a prendere il libro e leggervelo che è un viaggio bellissimo da fare.

Un altro fenomeno legato alla freccia del tempo è la domanda: perché ricordiamo il passato e non il futuro? Sembra una cosa ovvia. Beh, il futuro non è ancora successo, come faccio a ricordarlo? Però, di nuovo, le equazioni fondamentali non ricordano... non c'è differenza tra futuro e passato, perché esiste negli esseri umani.

E Carlo qua introduce un concetto chiave che è la traccia. Qua spiega: "Una traccia è una configurazione improbabile presente adesso che può esistere solo perché qualcosa è successo nel passato. È un'impronta lasciata da un evento."

Ad esempio, la cenere nel camino perché esiste?

Francesco

Perché io ho dato fuoco alla legna.

Marco

Perché c'è stata legna che hai bruciato. Una cicatrice esiste solamente perché c'è stato un trauma.

Francesco

Oppure perché il Big Bang si è trasformato in un universo, perché appunto c'è stata una reazione di idrogeno che ha innescato una serie di eventi che ha portato alla creazione dell'universo.

Marco

La traccia di quella cosa lì non si forma spontaneamente ma esiste solo perché c'è stato un evento che l'ha creata.

E qui Carlo fa un'osservazione che mi ha fatto pensare, ovvero: quando ricordi qualcosa non stai accedendo al passato, stai leggendo una traccia che esiste adesso nel tuo cervello. Il passato non è da nessuna parte, è morto, finito, scomparso. Quello che chiami passato è in realtà un insieme di tracce nel presente. Memorie, foto, oggetti. Che la mente decodifica per ricostruire una storia. Tutto ciò che chiami passato vive nel presente sotto forma di tracce.

E la domanda è: perché solamente il passato lascia tracce e non il futuro?

Francesco

Perché il futuro non lo abbiamo ancora vissuto.

Marco

Sì, però fisicamente lo possiamo spiegare perché per creare una traccia serve bassa entropia.

Francesco

E nel futuro non c'è bassa entropia, ma è un'entropia più alta. Infatti il nostro presente pullula di tracce del nostro passato. Noi siamo storie per noi stessi, siamo racconti.

Marco

Quindi le tracce viaggiano solo in una direzione, dal passato al presente. Il passato ha entropia minore del presente, il futuro avrà entropia maggiore, è per quello che non abbiamo tracce del futuro.

Francesco

Ecco, anche questo è bello. Il nostro cervello è una macchina del tempo, è un meccanismo che raccoglie memoria del passato per usarla continuamente per predire il futuro.

20 Chi Siamo? L'Identità Specchiata Negli Altri

Marco

Un altro passaggio che farei è quando Carlo parla... se il mondo è fatto di accadimenti e noi non siamo cose, allora che cosa siamo noi veramente?

C'è un altro discorso lunghissimo qua, però c'è una parte dove Carlo spiega perché uno si considera un essere umano, perché tutti considerano un essere umano. Un bambino quando nasce non ha nessuna concezione che lui è un essere umano. Qua Carlo spiega: il bambino prima di tutto vede gli altri esseri umani. Vede mamma, papà e fratelli. Costruisce un modello mentale di essere umano. Poi lentamente applica quel modello a se stesso e dice: oh, anch'io sono un essere umano come loro. E si vede dall'esterno attraverso gli occhi della mamma che lo guarda e lo chiama Francesco, Francesco, Francesco.

Quindi il bambino applica il modello mentale di essere umano perché lo vede negli altri esseri umani, che in questo caso è la mamma e il papà.35

Carlo scrive: "Noi siamo per noi stessi in larga misura quello che vediamo specchiato nei nostri amici, amori e nemici."36

Se ci pensi in verità è vero. A parte l'esempio del bambino che si sente un essere umano perché lo vede nell'altra persona e che lo considera questo modello mentale di essere umano, forse mi sbaglio però è una riflessione, quello che tu vedi di te molte volte lo vedi tramite quello che gli altri vedono di te. Non so se mi stai vedendo.

Francesco

Sì, sì, ho capito, ho capito.

Marco

Quindi facciamo un esempio. Se ti circondi di persone che ti rispecchiano, ok? Ti rispecchiano come capace, intelligente, intraprendente, lo diventi anche te. Nel senso, viene rispecchiato su di te. Se ti circondi di persone che ti rispecchiano come incapace, lo diventi anche tu. Quindi amici, mentori, tutto quello che scegli, non sono solo compagni di strada, sono coautori della tua identità.

Francesco

Eh questo penso sia la cosa più vera del mondo. Però nasce, come hai detto tu, non ce l'avevo mai pensato, mi è venuto un bel trip mentale. Che appunto hai detto tu che un bambino all'inizio, quando nasce, non sa di essere un essere umano. Poi vede tutti gli altri esseri umani, quindi si autodefinisce, autocapisce che anche lui è un essere umano. Quindi la stessa cosa accade.

Marco

Carlo scrive: "L'idea di io non viene dall'introspezione", quindi pensare chi sono io, "ma viene dagli altri."

E poi Carlo finisce con questa riflessione.

Francesco

Sulla morte?

21 "La Finitezza È Il Dono": Bach, Baci e La Vita Come Una Nota

Marco

Sulla morte. Io l'ho scritta così. L'ho scritta perché mi ha emozionato tanto.

Tu sei un'onda che dura 80 anni. Una nota in una sinfonia. Un evento che inizia, si dispiega e finisce. Da sempre questo ha spaventato gli esseri umani. Tutta la filosofia, tutta la religione, gran parte dell'arte sono tentativi di affrontare il fatto che finiremo.37

Ma Carlo, alla fine del libro, suggerisce qualcosa di diverso. La finitezza non è una maledizione, è il dono. Senza finire, niente avrebbe valore.

Pensa a un bacio. Dura un secondo. È prezioso proprio perché finisce. Se i baci durassero per sempre, non sarebbero più baci, sarebbero qualcosa, qualcos'altro, niente. Una canzone, per esempio, Hey Jude dei Beatles, dura sette minuti. È bellissima proprio perché si dispiega e poi finisce. Se non finisse mai, non sarebbe più una canzone.

E lo stesso vale per te. La tua vita è preziosa proprio perché finisce. Le persone che ami, i pomeriggi al sole, le risate con tuo fratello, tutto ha valore perché non dura per sempre. La finitezza è ciò che dà significato alla vita.

Carlo, nelle ultime pagine del libro, parla di Bach, la musica che lui ama di più. Una fuga di Bach dura quanto dura. Non puoi tenerla, non puoi possederla. Esiste solo nel suo dispiegarsi, nel suo finire. Ed è proprio per questo che è bellissima.38

Tu sei come una fuga di Bach. Esisti nel tuo dispiegarsi. Non sei un sasso, sei una nota. E la nota più bella è quella che si scioglie nell'aria, lasciando solo la sua traccia nella memoria di chi l'ha sentita.

Tutto questo viaggio sul tempo, dalla relatività di Einstein alla bolla del presente, dall'entropia, dal mondo fatto di eventi alla memoria che ti tiene insieme, ci porta a una verità semplice. Il tempo è il modo in cui esistiamo, come esseri finiti. Non è qualcosa di fuori, è quello di cui siamo fatti.

E la nostra finitezza, il fatto che muoriamo, ragazzi, non è qualcosa da nascondere, è quello che ci rende preziosi. Ogni respiro, ogni pensiero, ogni gesto, ogni amore esiste proprio perché un giorno tutto questo finirà. Il tempo è il dono, la fragilità è il dono, la fine è quello che dà significato all'inizio.

Francesco

Bellissimo. Molto bello. Quando parla appunto della morte scrive: "La morte però non mi fa paura, non mi faceva paura da ragazzo ma allora pensavo che fosse solo perché mi sembrava lontana. Ora a 60 anni la paura non è arrivata. Amo la vita, ma la vita è anche fatica, sofferenza e dolore, e penso alla morte come un meritato riposo, alla sorella del sonno, una sorella gentile che verrà presto a chiudere i miei occhi e accarezzarmi la testa."39

E scrive che lui vuole morire come Giobbe, che è morto quando era sazio di giorni. E lui scrive: "Posso gustarne ancora? Sì, vorrei gustarne ancora un po' di quei giorni, dei baci della donna che amo, della sua presenza che dà senso al tutto, ancora", come dicevi tu, "di pomeriggi al sole, delle domeniche d'inverno sdraiato sul divano di casa mia a riempire pagine e pagine di formule per cercare di strappare un altro piccolo segreto ai mille che ancora ci avvolgono. Ma oggi ho bevuto molto di questo calice dolce e amaro della vita, e se proprio ora arrivasse l'angelo a dirmi 'Carlo è ora', non gli chiederei di lasciarmi finire la frase, gli sorriderei e lo seguirei."

Marco

Concludiamo così. Bene, questo è come vogliamo concludere l'episodio, spero che vi sia piaciuto. È un viaggio enorme, sicuramente avremo sbagliato un bel po' di cose, comunque questo non è l'obiettivo di questo episodio, di spiegarvi il tempo e tutta la fisica, fisica quantistica, non siamo fisici teorici. Però quello che ci piacerebbe fare è trasferirvi, trasferirti tutto quello che Carlo ci ha dato, quindi questa passione per capire il tempo e capire noi stessi. E se vi è piaciuto, beh, condividetelo con qualcuno a cui può piacere e soprattutto cercate voi di capire chi siete e che cosa significa veramente il tempo. E i libri di Carlo sono bellissimi.